L’AQUILA – “Il governo non investe i 100 milioni necessari al 2015 sul progetto Cosmo-SkyMed, il primo sistema civile e militare di satelliti radar di osservazione terrestre realizzato dalla Thales Alenia Space per conto dell’Agenzia spaziale italiana e mette a rischio posti di lavoro in Abruzzo con ricercatori specializzati che, non appena saranno in cassa integrazione, troveranno subito un nuovo lavoro, magari in Germania”.

Questo l’allarme del vice presidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli, a margine di una conferenza stampa sulle novità per l’Abruzzo nella legge di stabilità passata alla Camera e attesa al vaglio del Senato, dove ha annunciato anche uno sciopero quasi totale dei lavoratori del sito aquilano e una visita, fissata il prossimo 11 dicembre, della decima commissione permanente del Senato (Industria, commercio, turismo) in cui si insisterà sul tema.

Proprio nella finanziaria appena licenziata, ha attaccato Lolli, “per il 2015 sono indicati 0 euro, mentre 60 milioni sono previsti per il 2016 e 170 per il 2017 a fronte di una necessità di almeno 100 milioni l’anno come previsto in un emendamento presentato dal Pd a livello nazionale e accolto, purtroppo, solo in parte. L’Abruzzo è coinvolto: i satelliti vengono in parte costruiti qui, Telespazio li controlla, eppure sono venuti meno i finanziamenti pubblici”.

“La questione verrà riproposta in Senato da Stefania Pezzopane – ha proseguito il vice presidente – per evitare che il progetto si blocchi e scatti la cassa integrazione a zero ore per lo stabilimento dell’Aquila. Quei soldi servono subito e il finanziamento per il 2015 è di vitale importanza per garantire al progetto di proseguire le attività previste”.

“Questa mattina ho partecipato allo sciopero e alla manifestazione dei lavoratori dello stabilimento aquilano di Thales Alenia per condividere il loro allarme e la loro preoccupazione, visto che solo in 8 sono andati a lavorare – ha aggiunto poi – Stiamo parlando di uno dei più grandi programmi spaziali che l’Italia abbia mai affrontato, il risultato di una grande collaborazione nazionale ed internazionale che permetterà di prevenire i disastri naturali e salvaguardare i cittadini”.

Secondo Lolli, “Thales Alenia Space ha dimostrato di avere capacità e know-how tali da competere con l’industria dei Paesi più avanzati a livello mondiale nel settore spaziale. Impossibile che il governo non mostri sensibilità e attenzione davanti a un progetto di queste dimensioni. Al Comitato delle Regioni ho già fatto approvare un ordine del giorno sulla questione: vediamo cosa accadrà nei prossimi giorni e se il Senato saprà affrontare il problema e garantire continuità”. Alberto OrsinI

SINDACO L’AQUILA, ”SITUAZIONE INGIUSTIFICABILE”

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che in una lunga nota esprime il proprio disappunto per la situazione.

LA NOTA DI CIALENTE

I lavoratori di tutti gli stabilimenti italiani di Thales Alenia, in particolare i 300 dell’Aquila hanno scioperato, stamani, poiché nella legge di stabilità non è previsto il finanziamento per il completamento del grande progetto italiano di “Cosmo SkyMed”.
Cosmo Skymed è una costellazione di quattro satelliti ad utilizzo duale, vale a dire sia ad uso civile che militare. 

Due satelliti sono già in orbita; occorre realizzarne e lanciarne altri due.

Nell’esprimere solidarietà all’azienda ed ai suoi lavoratori, alla luce della mia esperienza parlamentare che mi ha visto per otto anni membro del comitato “Parlamentari italiani per le politiche spaziali”, nel quale continuai il lavoro condotto da un altro parlamentare aquilano, l’onorevole Francesco Aloisio, non posso esimermi da una riflessione politica. 

Lo spazio, le sue tecnologie, le sue applicazioni, sono un settore strategico; un grande Paese, se vuol rimanere tale, non può essere fuori da questa sfida. Ho sempre paragonato lo spazio all’oceano dopo il 1492, quando i Paesi europei scoprirono che attraversare l’Atlantico era la sfida del futuro di allora. E
È incredibile che l’Italia non riesca a trovare nella legge di stabilità 100milioni nel 2015 per avanzare nel completamento di un progetto che la porrebbe al centro di una serie di attività e servizi per i Paesi europei  e dell’intero Mediterraneo. 
È a mio avviso ingiustificabile. 

Lo è anche perché sullo spazio, sull’enorme indotto, perché dietro Thales Alenia vi sono tantissime altre aziende italiane, alcune presenti anche nella nostra città e lo stesso Telespazio, che impegnano ricercatori e maestranze di altissima professionalità. Le tecnologie e le applicazioni spaziali sono, inoltre, quelle che offriranno sbocchi lavorativi negli anni futuri ai nostri giovani migliori. 

Continuo a seguire le politiche dello spazio e posso testimoniare come negli ultimi anni  Paesi, come ad esempio l’Inghilterra, che avevano tralasciato questo settore, oggi stiano prepotentemente tornando in campo, insieme anche alle Nazioni dell’Est europeo. 

Noi Italiani ci siamo sempre seduti alla pari ai tavoli europei, contendendo la leadership dell’Unione con Germania e Francia, apprezzando nel contempo gli sforzi di altri Paesi europei che guardavano all’Italia come un modello sia di lungimiranza politica che come di altissima tecnologia.

Questo Governo, che sta chiedendo sacrifici, che chiede agli Italiani di credere che per raggiungere il futuro occorra rinunciare anche ad alcuni diritti, non può non giocarsi le partite strategiche di un domani che è già oggi.