L’AQUILA – “Il vero commissario dovrebbe essere Daniele Kihlgren o Walter Mazzitti, che tra l’altro lavora a palazzo Chigi quindi Renzi farebbe poca fatica ad andarlo a cercare, invece di pensare a Piano che è una bella idea sul piano dell’immagine ma non è quella della persona che si è applicata alla ricostruzione organica dei borghi come queste due persone”.

Per Vittorio Sgarbi, intervenuto a In Onda su La7, il modello a cui dovrebbe ispirarsi la ricostruzione di Amatrice (Rieti) e degli altri centri colpiti dal terremoto del 24 agosto, è quello di Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila), che l’imprenditore italo-svedese ha completamente riqualificato trasformandolo in albergo diffuso.

Due nomi, quelli di Kihlgren e dell’ex presidente del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, entrambi legati al borgo dell’Aquilano: fu Mazzitti, infatti, a promuovere le due importanti mostre di opere d’arte provenienti dalla Galleria degli Uffizi allestite nel paese nel 2001 e nel 2012.

“Il modello esiste ed è quello di Daniele Kilgren – ha aggiunto Sgarbi – che dieci anni prima del terremoto prese un borgo, Santo Stefano di Sessanio, che tutto il mondo conosce per il modello formidabile di recupero, e che quando è arrivato il terremoto che ha distrutto ogni cosa intorno, è caduta soltanto la torre che era stata restaurata con il cemento armato, il borgo era stato così ben restaurato che ha resistito”. (m.sig.)