L’AQUILA – “Rimborsi traslochi fermi da un anno? Non se so niente, perciò non posso rispondere”.
Si mette male per i 1.600 aquilani che stanno aspettando un totale di 2,2 milioni di euro paralizzati per il rimborso dei traslochi obbligati dal terremoto del 6 aprile 2009.
L’uomo che in questa fase dovrebbe essere destinato a stanziare le risorse congelate, il direttore dell’ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila, Paolo Aielli, ai microfoni di AbruzzoWeb ammette infatti in modo laconico di non avere la minima conoscenza di questa vicenda.
Una vicenda annosa, visto che i rimborsi oggi sono fermi a chi ha effettuato i traslochi tra dicembre 2011 e gennaio 2012.
La competenza è slittata nel tempo dal regime commissariale di Gianni Chiodi, che ha autorizzato gli ultimi pagamenti ad agosto 2012, alla fase transitoria di Aldo Mancurti, che non ha voluto sganciare un quattrino, fino ora ad Aielli che, però, dice di essere cancora all’oscuro di tutto.
Quanto ci vorrà per renderlo e rendersi edotto? Gli aquilani sperano poco tempo, visto che la vicenda dei traslochi coinvolge molti e questo giornale ha spesso ricevuto lamentele e segnalazioni sull’argomento.
L’ultima pochi giorni fa che ha suscitato una levata di scudi del settore competente, con la responsabile del procedimento, Valentina Perilli, e il dirigente del settore del Comune dell’Aquila che se ne occupa, Vittorio Fabrizi che hanno appunto invocato Aielli. Vanamente, a quanto pare.
Il rimborso dei traslochi dei mobili nelle abitazioni da svuotare perché da ristrutturare o da abbattere è stato previsto dall’ordinanza 3797 del presidente del Consiglio dei ministri.
Veniva riconosciuto un contributo, fino a 5.000 euro, per il pagamento delle spese di trasporto e deposito dei mobili di chi realizza interventi di riparazione e ricostruzione, esclusi quelli sulle abitazioni classificate come ‘A’. Alberto Orsini






