L’AQUILA – Paganica si è ripresa la sua piazza, ieri, in un affollato incontro con la cittadinanza chiamata a raccolta per gettare un “seme”, quello del futuro della comunità.
Un dibattito convocato nell’ambito delle iniziative “Il giorno della rinascita” per parlare del futuro della popolosa frazione del comune dell’Aquila che, secondo alcune stime, ha raggiunto i 15 mila abitanti.
“Se fosse un’amministrazione autonoma, sarebbe tra le prime 20 città d’Abruzzo”, come ricordato da Alberto Orsini, caporedattore di AbruzzoWeb, per metà paganichese di origine e moderatore del convegno che ha visto come relatori altri “figli” del paese.
Dall’evento è emersa la volontà di mettere insieme, a rete, una quindicina di associazioni che negli anni scorsi hanno operato fattivamente ma agito in modo non sempre coordinato, per un’unione maggiore.
Inoltre, un’articolazione della ripresa della piazza potrebbe essere in futuro la realizzazione di un locale di aggregazione proprio dentro piazza Umberto I, ai margini della zona rossa, e in tal senso a domanda del moderatore l’assessore comunale Lelio De Santis ha promesso “un impegno concreto”.
Ad aprire i lavori l’antropologo dell’Università di Siena Fabio Carnelli, che a Paganica ha vissuto per anni svolgendo la sua tesi: “Qui c’è sempre stato un eccesso di memoria e di ricordo – ha detto – da oggi cominciamo a superarla, siamo pronti per tornare in piazza”.
Elio Masciovecchio, presidente dell’Ordine degli ingegneri, ha ricordato che “questo era il paese delle feste, un modo per vivere assieme, quello che dobbiamo ricominciare a fare. Siamo bravissimi a partire nelle iniziative – ha ammonito – ora però dobbiamo imparare a perseguire obiettivi tutti assieme”.
Sulla ricostruzione Masciovecchio ha fatto notare che “siamo qua riuniti oggi solo perché è stato costruito il progetto C.a.s.e., nato per far rimanere legate le persone ai loro territori. Le riunioni dei consorzi ci costringono a stare insieme, è il mezzo per avere un paese nuovo e più efficiente – ha proseguito – Per i centri storici la programmazione sarà fondamentale: a Paganica da quanto mi risulta è stata presentata la totalità delle schede parametriche, questa è la dimostrazione che il paese vuole tornare”.
Il chirurgo Ruggero De Paulis ha sottolineato che “morti connesse a stress e alla natura del momento ci sono state anche dopo il sisma della California del 1994. Le condizioni peggiorano – ha aggiunto – e la terapia è una migliore qualità di vita e passa dal vivere in comunità: è lo scopo di questa giornata e va rafforzata”.
“Agiamo come se la ricostruzione non dovesse arrivare mai, ma consolidando lo spirito – ha proposto – Basterebbe un bar o locale in questa piazza e l’aggregazione verrebbe naturale”, parole salutate da un applauso dei presenti.
Alessandro Palmerini, fonico professionista e David di Donatello con il film Diaz, ha invitato a “mettere da parte la politica dell’orticello a vantaggio della comunità, qualcosa che in questi anni è mancato. Dopo il primo momento di forte aggregazione legata all’emergenza non c’era nulla, bisogna cambiare”.
Non in rappresentanza ufficiale ma come “paganichese d’adozione” ha ascoltato buona parte dei lavori anche l’assessore De Santis.
“Tanti anni fa Paganica perse la battaglia per l’autonomia, ora non deve perdere quella per l’identità – ha avvisato – Servono cose concrete da subito, io sono disponibile”.
Agli interventi è seguito un acceso dibattito in cui molti paganichesi hanno chiesto a gran voce la ricostruzione edilizia e quella sociale, sposando l’idea del bar. Francesco De Paulis ha tratto le conclusioni promettendo coinvolgimento per il futuro.
Nell’ambito dell’evento “Il giorno della rinascita” sono state organizzate anche una fiaccolata “Per non dimenticare”, il 5 pomeriggio prima di quella dell’Aquila, e una messa sempre in piazza il giorno successivo.





