L’AQUILA – “La presenza vale più delle parole”.

Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, prima di lasciare L’Aquila, dove ha partecipato alla presentazione di una stele in memoria delle vittime del sisma.

Prima di andare via, La Russa si è fermato brevemente alla chiesa di Santa Maria del Suffragio in piazza Duomo, dove è in corso la messa per le vittime del sisma, per salutare le autorità e la premier Giorgia Meloni. Il presidente del Senato ha anche voluto esprimere i propri complimenti al sindaco della città, Pierluigi Biondi.

Alla presenza della ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, del governatore dell’Abruzzo Marco Marsilio, del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, di una rappresentanza dei sindaci del cratere sismico, La Russa ha partecipato al Parco della memoria alla presentazione di una stele su cui è stato inciso il Fiore della memoria, raffigurante il croco dello zafferano, simbolo individuato dal Comune dell’Aquila per ricordare quanti hanno perso la vita per il terremoto.

Gli ultrà dell’Aquila calcio hanno appeso uno striscione su un palazzo davanti al parco, con scritto: “Ricordiamo quei momenti con il lutto nel cuore, L’Aquila piange i suoi figli e gli rende onore”.

“OLTRE 6.3”

“Oltre 6.3” è la stele realizzata dall’Accademia di Belle Arti dell’Aquila su commissione dell’amministrazione comunale dell’Aquila e da un
progetto del professore di Decorazione Franco Fiorillo, posizionata da questa mattina all’ingresso di Piazzale Paoli, ha aperto oggi all’Aquila le celebrazioni in ricordo del terremoto del 6 aprile 2009.

Nel luogo del Parco della Memoria in ricordo delle 309 vittime del terremoto, c’è un’opera in più che ispira la memoria.

Un’opera che accoglie le persone alla visita del Memoriale con un messaggio di speranza tutto racchiuso in quel voler guardare oltre un numero che rappresenta il grado della scala Richter registrato da quel sisma di quattordici anni fa.

La stele è stata realizzata in acciaio corten, lo stesso di quella posta al centro del monumento alle vittime del terremoto, ed è inclinata di 6.3 gradi proprio a riproporre simbolicamente un numero che è impresso nella memoria di chi ha vissuto la tragica notte tra il 5 e il 6 aprile del 2009.

L’opera rappresenta il “crocus” il fiore di zafferano, identitario del territorio aquilano, l’ immagine scelta dal Comune dell’Aquila quale simbolo di una tragedia che non può e non deve essere dimenticata; essa è stata traforata e lavorata dal Impresa Iannini dell’Aquila che l’ha donata alla città.

“Quest’opera accoglie e guida verso il luogo centrale del Parco della Memoria invitando al ricordo, al raccoglimento ma anche alla speranza”, spiega la direttrice dell’Accademia di belle Arti Maria D’Alesio.

“L’Accademia ha accolto con entusiasmo l’invito arrivato dal Comune dell’Aquila che ci ha permesso di partecipare con le nostre capacità e la nostra creatività alle celebrazioni di questo anniversario del terremoto del 2009. Una collaborazione che sottolinea, ancora una volta, il ruolo di interlocutore fattivo dell’istituto di alta formazione artistica che dirigo con le istituzioni per la crescita culturale ed artistica del territorio abruzzese”.