ASCOLI PICENO – Oggi è il “giorno del lutto e del dolore non solo delle Marche e del Lazio, ma di tutta l’Italia unita che è oggi qui ad Ascoli. C’è una spinta di solidarietà e partecipazione, e condivisione del dolore da parte dell’Italia ma direi di tutto il mondo. Basta leggere i giornali di oggi per capire come tutto siano oggi qui ad Ascoli”.
Così il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, giunto nella città marchigiana per i funerali di Stato delle vittime marchigiane del sisma che ha distrutto il centro Italia mercoledì 24 agosto scorso.
Testimoniata però, oggi, questa vicinanza da parte dei singoli e della collettività, ha detto D’Alfonso ai cronisti prima di entrare nella palestra comunale dove si svolgono le esequie “noi dobbiamo ora trovare la forza, l’organizzazione e la competenza per fare in modo che non accada mai più. Ho letto che storicamente nel Novecento ogni tre anni si verifica un terremoto distruttivo. Ora la morte di questi innocenti deve generare una riflessione all’altezza che determini il restringimento di queste situazioni di pericolo fino,alla cancellazione delle situazioni di rischio”.
“Abbiamo parlato con il presidente del Consiglio Matteo Renzi – ha proseguito D’Alfonso – e stabilito tre punti fermi. Intanto la distinzione tra emergenza, assistenza e ricostruzione e fare in modo che tutto rinasca dove la scelta degli uomini e delle collettività e della storia ha determinato la vita di quei comuni e lì deve rinascere la vitalità di Amatrice (Rieti) e delle altre realtà colpite da questo distruttivo terremoto. Abbiamo anche concordato priorità per scuole, municipi e spazi di vita religiosa”.






