L’AQUILA – “Tali affermazioni poste in essere da chi si permette di giudicare l’operato di magistrati, muovendo contro di loro delle critiche che non hanno alcun fondamento sono di una gravità inaudita. Leggendo le motivazioni della sentenza che ha ritenuto responsabili i componenti della commissione Grandi Rischi, ci si rende perfettamente conto di come la decisione sia ben fondata”.
La senatrice Enza Blundo è intervenuta in merito alle gravi affermazioni pronunciate proprio ieri mattina in aula dal senatore Lucio Barani relativamente al terremoto verificatosi in Lunigiana. Collegandosi al recente evento sismico accaduto in Toscana, egli aveva testualmente detto “Sono sicuro che la procura di Massa non aprirà fascicoli contro la scienza, come è accaduto all’Aquila e non si condannerà chi non ha previsto i terremoti perché certe sentenze non vanno rispettate come quelle dell’Aquila dove i più grandi scienziati sono stati accusati di non aver saputo prevenire i terremoti facendo un danno di immagine all’Italia incommensurabile”.
“Il magistrato giudicante afferma che i componenti avrebbero dovuto ‘valutare il rischio sulla base delle loro effettive conoscenze e calibrare una corretta informazione’ – continua la senatrice – compito questo che non è stato assolto dai Componenti, il cui intervento è stato più che altro politico in quanto volto a tacitare le preoccupazioni, peraltro fondate, non solo della popolazione aquilana ma anche di esperti del settore che avevano denunciato l’anomalia delle scosse verificatesi a L’Aquila nei giorni precedenti la scossa devastante del 6 aprile”.
“Non si possano attribuire i danni del terremoto unicamente a fattori di cattiva costruzione in quanto essi dipendono da una commistione di elementi tra i quali si devono anche annoverare l’intensità fisica dell’evento naturale e i fattori di vulnerabilità – conclude Enza Blundo – Più rispetto, dunque, per la magistratura italiana e soprattutto più rispetto per chi, in quella tragica notte del 6 aprile 2009, ha perso la vita a causa anche dei componenti della commissione Grandi Rischi i quali, rassicurando la popolazione, hanno indotto la stessa a rimanere in casa, sottovalutando il pericolo al quale avrebbero sottoposto la vita di ognuno”.





