L’AQUILA – Punto di svolta nell’inchiesta della Procura dell’Aquila sui e la gestione dei bagni chimici posizionati nelle numerose tendopoli installate dopo il terremoto del 6 aprile 2009. Un affare da 34 milioni di euro.
Al termine delle indagini sull’appalto relativo ai baghi chimici Sebach il Pm Antonietta Picardi ha chiesto il rinvio a giudizio per tre persone, mentre sulla posizione dell’ex capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, e sull’ipotesi di una iscrizione nel registro degli indagati ancora non si sa nulla.
A rivelarlo è il quotidiano Il Messaggero, che spiega come restino indagate Marta Dainelli, 45 anni da Vinci, reisdente a San Gimignano, ex amministratore della società Sebach; Cristina Galieni, 38 anni di Empoli residente a Certaldo, all’epoca dei fatti responsabile commerciale della società; Sonia Morelli, 37 anni di Empoli, residente a Certaldo.
Per tutte l’accusa è di falso materiale commesso da privati e frode nelle pubbliche forniture.
“L’Ati Sebach – scrive il magistrato nell’informativa riportata dal quotidiano – servendosi di ditte affiliate ha fatto risultare un numero di operazioni di pulizia dei bagni chimici maggiore di quelle effettivamente compiute nei diversi campi nel periodo post sisma, in relazione ai tempi minimi calcolati per lo svolgimento delle operazioni”.






