L’AQUILA – Sono una decina le persone aquilane ed abruzzesi che avrebbero avviato attività commerciali e imprenditoriali illecite, collegate per via diretta o indiretta con la ‘ndrangheta.

Dei diversi accertamenti patrimoniali a carico di imprenditori (così come riporta il quotidiano Il Centro) sorprende il fatto che queste attività di corruzione sarebbero nate prima del sisma del 6 aprile 2009. Infatti le indagini, di natura preventiva, erano state avviate proprio per scongiurare possibili interessi legati alla spartizione degli appalti per la ricostruzione, i cui lavori interessano diverse centinaia di milioni.

Le attività coinvolte in questo sistema di infiltrazioni ante sisma sarebbero di principalmente commerciali, anche in settori come la ristorazione.

Le indagini in corso, condotte dalla Squadra mobile della Questura, Sco, Guardia di Finanza e Scico, si stanno ora concentrando su intercettazioni e interrogatori di persone informate sui fatti.

Sul caso poi dell’arresto del giovane imprenditore aquilano Stefano Biasini, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, il giudice per le indagini preliminari ha già fissato la data per stabilire se disporre o meno il rinvio a giudizio o rivedere il caso. Rischiano di finire sotto processo insieme a Biasini Massimo Maria Valenti, Antonio Vincenzo Valenti e Francesco Ielo, sempre con la stessa accusa rivolta all’imprenditore aquilano.