AMATRICE – Arriva l’inverno anche ad Amatrice (Rieti), uno dei punti più straziati dal terremoto dell’agosto scorso, con 298 vittime e un delirio di distruzione, e il sindaco Sergio Pirozzi si affida come sempre alla forza dei muscoli e al pensiero che un primo cittadino deve avere in circostanze durissime come questa.

Insieme a quelli che definisce “reduci”, cioè chi è rimasto ad Amatrice e in zona – gli altri sono disseminati tra L’Aquila e San Benedetto del Tronto – e con un quadro che peggiora anche a causa delle recenti scosse di terremoto che hanno ferito duramente altri pezzi di Centro Italia.

“Dopo il sisma di domenica scorsa che ha colpito forte l’Umbria – spiega Pirozzi ad AbruzzoWeb – abbiamo verificato gli edifici classificati A (agibilità piena, ndr), in seguito al ‘nostro’ di agosto. Fino ad oggi, degli edifici controllati il 63 per cento è rimasto A, il 10 per cento A/F, cioè con un edificio accanto pericolante, il 18 per cento passato a B (temporaneamente inagibile, ndr), il 2 per cento B/F e il 7 per cento E (edificio inagibile per rischio strutturale, non strutturale o geotecnico, ndr). Vuol dire che la situazione è peggiorata, i dati purtroppo dicono questo”.

E poi, c’è il capitolo viabilità che continua a far arrabbiare il sindaco: “Se ne parla dal 14 settembre, ora sembra che ci sta stato uno ‘scatto’ a Roma per permettere alla Regione Lazio di dare modo alla società Astra di occuparsene. Abbiamo strade di accesso sostanzialmente impraticabili, le frazioni sono isolate, per entrare e uscire da queste zone bisogna fare dei giri lunghissimi. Così non è possibile andare avanti e il governo lo sa”.

Pirozzi infine ribadisce alcune ‘voci’ essenziali per la rinascita di Amatrice e dintorni: piano straordinario per le infrastrutture, pari dignità tra prima e seconda casa, zona franca urbana, blocco totale delle tasse che non dovranno essere restituite. 

“Ora c’è bisogno di mettere in atto tutti questi piani, altrimenti la situazione, già molto difficile, potrà soltanto peggiorare”, conclude.