L’AQUILA – In Abruzzo è rivolta contro la decisione della Giunta comunale di Roma, guidata dal sindaco Virginia Raggi, di spostare il terminal dalla stazione Tiburtina, al più periferico e lontano scalo dell’Anagnina. 

Una circostanza che comporterebbe notevoli disagi per i pendolari delle aree interne, in particolare per lavoratori e studenti dell’Aquilano. Una questione che sembrava essere stata superata attraverso un ordine del giorno della fine dello scorso anno, che confermava la Stazione Tiburtina quale approdo per le linee provenienti da est, dirottando su Anagnina le linee provenienti da sud.

Ma in serata è arrivato il chiarimento dell’assessore alla Città in Movimento di Roma Capitale, Pietro Calabrese, che ha assicurato: “Abbiamo già ampiamente ribadito che le linee private extraregionali di trasporto su gomma provenienti da est e centro Italia rimarranno a Tiburtina. L’iter progettuale per realizzare una nuova autostazione dei pullman nell’area est della stazione prosegue come da programma. Allo stesso tempo Roma Capitale è al lavoro per realizzare un nuovo hub nel nodo di Anagnina, dove si attesteranno le linee provenienti dalla direttrice sud. L’area di Anagnina garantisce anche un collegamento diretto con la linea A della metropolitana fino al centro città e può quindi diventare un altro nodo strategico per Roma”.

La prima durissima reazione è arrivata del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, che ha chiesto a Raggi di aprire un immediato confronto “sull’allarme tra gli utenti abruzzesi delle linee regionali da e per Roma in merito alla paventata dislocazione del terminal bus oggi stanziato alla Stazione Tiburtina presso il nuovo nodo”. 

“Leggendo quanto disposto nella delibera del 4 ottobre scorso – ha aggiunto Marsilio – si descrive invece il terminal Anagnina quale unica soluzione per le esigenze di delocalizzazione presenti sul territorio capitolino”.

Si legge infatti che “in considerazione del noto stato di degrado del patrimonio viario di Roma Capitale, l’Amministrazione ha inteso avviare, nell’immediatezza, progetti di delocalizzazione dell’autostazione per i mezzi adibiti alle linee di trasporto pubblico interregionali, nazionali e internazionali all’interno del nodo Anagnina” e che “tra i vari nodi intermodali presenti sul territorio urbano, le strutture tecniche dell’Amministrazione a seguito di sopralluoghi nelle potenziali alternative trasportistiche, ravvisano solamente nella stazione Anagnina un nodo idoneo a ospitare una autostazione bus senza eccessivi disservizi per l’utenza con tempi e costi marginali di adeguamento. Una soluzione che non può essere accettabile da tutti gli abruzzesi che quotidianamente raggiungono la Capitale per motivi di studio o di lavoro”.

Marsilio ha quindi chiesto al sindaco Raggi chiarimenti “in merito alle scelte che l’amministrazione comunale capitolina intende assumere dichiarandosi disponibile a un confronto per mettere in evidenza il ruolo fondamentale che l’hub di Tiburtina assume in un contesto ampio della mobilità da e verso Roma”.  

Duro il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi: “A novembre 2018 il Consiglio comunale di Roma, all’unanimità, ha approvato una mozione con cui si impegnavano sindaco e giunta a mantenere il terminal bus a Tiburtina. Invito il primo cittadino della Capitale, Virginia Raggi, a dire chiaramente se, a distanza di meno di un anno, lei la sua maggioranza hanno cambiato idea ed è reale l’ipotesi di trasferimento del punto di approdo dei mezzi provenienti dall’Aquila e l’Abruzzo presso la stazione Anagnina”. 

“Leggendo la delibera 226 della giunta capitolina, sembrerebbe di sì dal momento che si parla di ‘delocalizzazione per i mezzi adibiti alle linee di trasporto pubblico interregionali, nazionali e internazionali all’interno del nodo di Anagnina”.

“Nello stesso documento, inoltre – ha spiegato il primo cittadino -, è scritto le strutture tecniche ‘ravvisano solamente nella stazione Anagnina un nodo idoneo ad ospitare una autostazione bus senza eccessivi disservizi per l’utenza con tempi e costi marginali di adeguamento’, e che, data la vicinanza al Grande raccordo anulare, lo spostamento non comporterebbe significative variazioni dei tempi di viaggio ‘da tutte le direzioni di provenienza’”.  

“Ovviamente non è così, la dislocazione del terminal ad Anagnina comporterebbe, al contrario, un pesantissimo disagio per i viaggiatori che sarebbero costretti a ricorrere all’utilizzo della Metro A per raggiungere lo snodo ferroviario e le successive destinazioni, con conseguente allungamento dei tempi di percorrenza. Si dica chiaramente se, oltre a sconfessare l’assise civica capitolina, si intende penalizzare le centinaia di pendolari e studenti che quotidianamente raggiungono Roma o se l’obiettivo è  quello di voler pregiudicare il sistema produttivo e turistico delle aree interne abruzzesi”, ha concluso Biondi.  

Sulla questione è intervenuto anche Roberto Santangelo, vice presidente del Consiglio regionale: “Apprendo con preoccupazione la segnalazione del Comitato Cittadini Stazione Tiburtina e del giornalista Alessandro Rico secondo cui la Giunta Raggi avrebbe deliberato lo stanziamento di 625mila euro per adeguare la stazione autobus di Anagnina per accogliere ‘linee provinciali, nazionali e internazionali’. In pratica i nostri appelli, le nostre richieste, presentate già nel recente passato alla giunta capitolina, sono cadute nel vuoto e con esse anche le rassicurazioni che avevamo ricevuto”. 

“Questo comporterebbe un aumento di circa un’ora di tempi di spostamento, con ripercussione negative sui tanti pendolari che quotidianamente dall’Abruzzo si spostano verso la Capitale e viceversa. Se fosse confermata tale volontà, cioè quella di sopprimere Tibus e spostare tutto ad Anagnina, saranno penalizzati non solo i tanti abruzzesi ma anche tutti coloro che raggiungono il terminal di Tiburtina dalle aree del Centro Italia e non solo”.

“Che l’area della stazione Tiburtina necessiti lavori di adeguamento e riqualificazione è indubbio anche per adeguare le crescenti richieste di una mobilità sostenibile e lo spostamento dal piazzale Est a quello Ovest non compromettere il flusso dei pendolari, altra cosa è la sua soppressione”, ha puntualizzato.

“Rivolgo un caloroso appello a tutti gli amministratori locali, alle istituzioni regionali, i parlamentari eletti in Abruzzo, ai cittadini, affinché si mantenga alta l’attenzione su questo argomento e, se necessario, saremo pronti ad attivare forti prese di posizione”, ha concluso Santangelo.