TERAMO – Sono 11 le persone indagate per la rissa di Capodanno tra “rossi” e “neri” avvenuta nella centralissima piazza Dante.

Si tratta di giovani, tutti del posto con età compresa tra i 23 e i 30 anni, esponenti di destra e di sinistra, che alle prime luci del 1 gennaio di quest’anno hanno partecipato ai violenti tafferugli scoppiati improvvisamente e che hanno portato all’arresto di due trentenni appartenenti alle opposte fazioni, Matteo Di Paolo, di Azione antifascista Teramo, e Matteo Di Francesco, di Forza Nuova.

Queste le iniziali degli undici: D. P. M., D.D. L., T. I., D. D. V., M. L., G. V., M.M., D. F. M., D. F. F., D. D.L.- C. D.

A questi si aggiunge D.P.G., trentenne anch’egli di Teramo, responsabile dell’aggressione la sera del 29 dicembre.

Dopo accurata attività d’indagine la Digos ha inoltrato comunicazione di reato alla Procura della Repubblica ricostruendo le dinamiche della rissa.

Il violento episodio è scaturito da un precedente alterco avvenuto nella tarda serata del 29 dicembre in un bar di piazza Martiri della Libertà, quando alcuni giovani di estrema destra sono stati insultati e aggrediti da un gruppo di estrema sinistra, in parte travisato anche con sciarpe biancorosse, poiché si trovano in un bar al di fuori della “zona nera” della città, secondo la nota “divisione territoriale” da tempo in atto tra i due gruppi di orientamento ideologico avverso.

La notte di Capodanno alcuni giovani di destra hanno incontrato e insultato due soggetti di opposta ideologia per l’aggressione della sera del 29. Questi ultimi hanno “chiamato i rinforzi” a difesa e a quel punto è scattata la vendetta: il gruppo di estrema sinistra, armato di bastoni, cinture e quant’altro per porsi alla ricerca dei rivali, è riuscito a rintracciarli in piazza Dante ( fulcro della cosiddetta “zona nera”), ove si è scatenata la reciproca violenza.

Fondamentale è stato il contributo dato da molti cittadini che, deprecando totalmente l’accaduto della notte di Capodanno, hanno fornito ogni possibile indizio agli agenti per concorrere nella ricostruzione dei fatti.