TERAMO – A un anno dall’esplosione alla scuola materna di Piano d’Accio (Teramo), la Procura ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio per cinque persone. L’accusa è di disastro colposo.

Si tratta di dirigenti e tecnici della Cpl Concorda, la cooperativa modenese alla quale il Comune ha affidato la gestione degli impianti termici delle scuole.

Tra gli imputati, come scrive Il Centro, spicca il nome di Roberto Casari, presidente della Cpl, ma ci sono anche due teramani: l’ingegnere Alfredo Lupi di Sant’Omero, responsabile dell’area tecnica Abruzzo della Cpl, con sede a Sant’Omero, e Walter Lucidi di Controguerra, dipendente dello stesso ufficio. Poi Daniele Spaggiari, consigliere delegato della Cpl e Giulio Lancia, ex componente del consiglio di amministrazione della Cpl Concordia e responsabile dell’area tecnica Campania-Abruzzo.

Secondo le accuse, i cinque sono responsabili del malfunzionamento del vano caldaia nel quale si verificò la tremenda esplosione del 3 ottobre dell’anno scorso.

Fortunatamente in quel momento i bambini non c’erano, essendo usciti solo un’ora prima dall’edificio.

In particolare le accuse riguardano due aspetti tecnici dell’impianto: la celletta in cui era alloggiato il contatore, da cui è partita la fuga di gas, non sarebbe stata realizzata a norma; anche il vano caldaia avrebbe presentato alcune irregolarità per quanto riguarda i sistemi di sicurezza.

In questo caso l’attenzione degli inquirenti si è incentrata sulla griglia di aerazione che non sarebbe stata di dimensioni regolari e sarebbe stata collocata in un punto sbagliato, tanto da non consentire una rapida fuoriuscita del gas verso l’esterno.