TERAMO – Ucciso con una coltellata alla gola e poi dato alle fiamme.

È la tragica fine di Corrado Vantini, idraulico di 59 anni originario di Montorio al Vomano, ucciso lo scorso 9 marzo a Marina Di san Nicola (Ladispoli)dalla sua amante Mihali Teuta, albanese di 65 anni. 

I due arrivati insieme nella piazza a bordo di furgoncino, hanno parcheggiato, ma dopo 15 minuti la donna è uscita da sola dal mezzo. 
In quel lasso di tempo la donna ha colpito Vantini alla gola con un coltello da cucina. I due avevano una relazione burrascosa e forse lui voleva lasciarla.

Il delitto è stato filmato dalle telecamere installate dal consorzio di Marina di San Nicola che hanno ripreso l’albanese allontanarsi dal furgone mentre il corpo della vittima veniva avvolto dalle fiamme.

La donna è residente a Ladispoli, mentre l’uomo viveva a Ponte Galeria alla periferia di Roma. 

Secondo quanto riportato dal quotidiano Il centro,  la donna, rintracciata grazie ai tabulati telefonici, ha provato a negare ma poi ha confessato e ha fatto anche trovare il coltello da cucina che le era servito per uccidere il suo amante, il cui corpo è stato trovato in parte carbonizzato. 

Nel frattempo il marito della donna ne aveva segnalato la scomparsa. Verso le 16 di giovedì i carabinieri hanno rintracciato il furgone dell’idraulico, un Fiat Doblò in piazzale della Lucertola a Marina di San Nicola: all’interno c’era il cadavere in parte carbonizzato. 
Grazie all’iso delle telecamere gli investigatori hanno accertato la dinamica dei fatti. Visionando i tabulati del telefono di Valentini, gli investigatori hanno trovato varie chiamate a e da quello della donna e l’hanno rintracciata.

La donna ha ammesso le sue responsabilità e ha fatto ritrovare l’arma, che aveva ripulito dopo l’omicidio e cercato di nascondere nel furgoncino tra gli attrezzi da lavoro.
Ora è stata a fermo di pg per omicidio volontario e tentata distruzione di cadavere e si trova nella casa circondariale di Civitavecchia.