TAGLIACOZZO – In un blitz dei carabinieri del comando provinciale dell’Aquila all’alba è stato arrestato il sindaco di  Tagliacozzo (L’Aquila), Maurizio Di Marco Testa.

Le accuse sono quelle di tentata concussione, turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture.

Ai domiciliari sono finiti Gabriele Venturini assessore comunale, Carlo Tellone architetto di Tagliacozzo, Giampaolo Torrelli di Celano responsabile dell’ufficio tecnico del Comune.

Gli indagati sono il vicesindaco Angelo Poggiogalle, Antonio Mastroddi, Luigi Mastroddi, Giampiero Attili, Franco Pasquini (di Lanciano, proprietario dell’ippodromo), Anna Calzetta e Antonio Amicucci. Divieto di esercitare l’attività di impresa per Angelo Di Marco, Giancarlo Bonifaci, Maurizio Palmeggiani, Alessandro Di Michele (tutti di Tagliacozzo) e Mauro Volpe di Barisciano (L’Aquila).

L’inchiesta coinvolge inoltre numerosi imprenditori marsicani. I provvedimenti sono stati emessi dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano a conclusione di una lunga ed articolata attività di indagine, in ordine ai reati di tentata concussione, turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale ed altro. In tutto si tratta di quattro arresti e dodici persone indagate.

Di Marco Testa è stato rinchiuso nel carcere di San Nicola, ad Avezzano. Il primo cittadino, rappresentato dal legale Roberto Verdecchia, dovrà difendersi dalle accuse formulate dal procuratore capo Andrea Roberto Morichini che ipotizza reati che vanno dalla tentata concussione, alla turbata libertà degli incanti e dalla frode nelle pubbliche forniture alla falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale.

Nel febbraio scorso, un incendio aveva distrutto le autovetture di proprietà del sindaco parcheggiate sotto la sua abitazione. Il fatto, oggetto di indagini, era finito in Parlamento attraverso un’interrogazione al Ministro dell’interno Angelino Alfano, del deputato di Si-Sel Gianni Melilla.

PADALINO, “SITUAZIONE ALLARMANTE IN MARSICA”

“La situazione in Marsica è allarmante, questi tipi di reati sono diffusissimi, in tutta Italia”. Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Avezzano, Andrea Padalino, a margine della conferenza stampa sull’arresto del sindaco di Tagliacozzo, Maurizio di Marco Testa nell’ambito di un’inchiesta su presunti appalti affidati discrezionalmente a ditte della zona.

“Abbiamo ricevuto moltissimi esposti di cittadini che denunciano fatti del genere – ha aggiunto il procuratore capo – e la cosa non mi ha sorpreso visto che vengo da una procura come quella di Oristano”.

Durante l’incontro con la stampa, nella sede della compagnia dei Carabinieri di Tagliacozzo, il procuratore ha parlato anche di un’intercettazione di una telefonata tra il primo cittadino ed uno degli indagati nell’inchiesta nella quale Di Marco Testa descrive l’incendio delle sue auto, avvenuto nel febbraio scorso, come una buona occasione per mostrarsi in vista delle prossime elezioni ed in cui accusa gli investigatori di svolgere indagini a suo carico per altri fini. “Le indagini sull’incendio – ha precisato Padalino – proseguono al massimo livello”.

CANTONE, “NON C’E’ DA MERAVIGLIARSI”

“Un altro caso di corruzione, purtroppo di questo non c’è da meravigliarsi”. Così il presidente dell’ Anac, Raffaele Cantone, commentando l’arresto del sindaco di Tagliacozzo, Maurizio Di Marco Testa, a margine di un convegno a Roma sulla trasparenza negli appalti.