L’AQUILA – La Lega sfida il presidente della Regione Marco Marsilio, di FdI, e al termine di una movimentata seduta della Commissione Bilancio, andata in scena tra proteste e polemiche con la discussione poi rimandata, avverte: “stiamo lavorando a stretto contatto con i nostri dipartimenti regionali e nazionali per abbassare l’aliquota Irpef riguardante i redditi tra i 28 mila e i 50 mila euro e, quindi, alleggerire il carico fiscale per tanti lavoratori e famiglie”.
A riunione appena terminata della commissione Bilancio, tra l’altro presieduta dal capogruppo della Lega, Vincenzo D’Incecco, lo stesso D’Incecco e l’altro consigliere regionale Carla Mannetti, hanno infatti inviato una nota che sottolinea la volontà del più piccolo partito della coalizione di centrodestra di cambiare la proposta della Giunta sull’aumento della addizionale Irpef per coprire il buco della sanità relativo al 2024.
I lavori, chiusi in serata, sono stati aggiornati al 31 marzo alle 10 e nella discussione di oggi pomeriggio hanno evidenziato uno scontro politico con il centrodestra ma anche in seno al centrodestra guidato da Marsilio, di FdI.
E non è un caso che a comunicare pubblicamente sia Mannetti, ad inizio settimana in un summit di maggioranza vittima di una aggressione verbale da parte del governatore dal quale è stata accusata di essersi dichiarata contraria all’aumento delle tasse in una intervista alla Tgr Abruzzo.
La manovra, basata sulla riforma della addizionale Irpef varata dal Governo nazionale, coinvolge i cittadini cn un reddito che va oltre i 28mila euro con scaglioni fino a 50mila e o poi oltre i 50mila: porterà un gettito stimato di circa 44 milioni di euro, di cui, secondo quanto emerge da una analisi dell’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, 20 milioni.
Nella nota, la Lega invia in chiaro messaggio a Marsilio, anche sul tema del lavoro dei manager che il presidente difende e che il Carroccio abruzzese mette sotto esame per la gestione delle risorse.
“Parallelamente, già nel corso della riunione del direttivo regionale di sabato scorso, ci siamo prefissati come secondo step l’elaborazione di un piano industriale a lungo termine, volto a migliorare la qualità dei servizi sanitari, garantire una gestione efficiente delle risorse pubbliche e assicurare che vengano spese bene. In sede di Consiglio regionale, presenteremo inoltre un emendamento che finalizza l’extra gettito esclusivamente alla sanità, come da noi proposto in questi giorni. Continuiamo, quindi, a lavorare con determinazione per tutelare i cittadini e costruire un sistema che coniughi efficienza, sviluppo e responsabilità nella gestione delle risorse”, concludono D’Incecco e Mannetti.
Prima ancora è andata in scena la bagarre con la protesta delle opposizioni di centrosinistra che dicono di aver assistito a un “tentativo disperato di Forza Italia, Lega e Udc di scansare lo tzunami” parlando un “si salvi chi può”, e che hanno quindi esposto cartelli con la scritta “dimissioni”, poi il duro scontro tra l’assessore regionale al Bilancio Mario Quaglieri e il leader del Patto per L’Abruzzo Luciano D’Amico.
Quest’ultimo, definito “Pinocchio” dall’altro, se ne sarebbe andato arrabbiato e scuro in volto, vicenda simile a quella andata in scena sulla querelle dei fondi a pioggia per gli eventi.
La Commissione è proseguita in un clima di tensione e polemiche. Il provvedimento mira a “recuperare risorse aggiuntive a sostegno del Sistema Sanitario Regionale, da destinare prioritariamente alla copertura della eventuale quota di ripiano dei disavanzi pregressi delle Aziende sanitarie locali posta a carico dell’ente, e ciò mediante specifico intervento sulle leve fiscali regionali”, si legge nel progetto di legge.
La necessità di varare in tempi stretti la manovra fiscale, deriva dall’appuntamento con il tavolo di monitoraggio nazionale sul disavanzo sanitario per il 2024, dal quale, senza interventi, potrebbe derivare una tassazione massima imposta direttamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il confronto bipartisan ha posto in discussione una riforma del sistema sanitario e della gestione delle Aziende sanitarie locali.
Sono intervenuti, oltre a Quaglieri, il direttore regionale del Dipartimento Risorse, Fabrizio Giannangeli; l’assessore alla Sanità, Nicoletta Verì, in collegamento da remoto, con la direttrice regionale del Dipartimento Sanità, Emanuela Grimaldi. Tra le rappresentanze sindacali presenti: Riccardo Gentile, segretario generale aggiunto CISL Abruzzo-Molise; Carmine Ranieri, segretario generale CGIL Abruzzo-Molise e Simone Tempesta, segretario regionale FIALS Abruzzo, Stefano Matteucci, segretario regionale UGL Salute Abruzzo.
Sull’aumento ci sono state polemiche anche in seno al centrodestra con i partiti non d’accordo che in commissione hanno cercato di affermare dei distinguo e aggiustamenti sul provvedimento che sarà all’esame del Consiglio regionale nella prossima seduta.
Le opposizioni di centrosinistra in completo dissenso con la decisione della maggioranza, hanno protestato esponendo cartelli con la scritta dimissioni, una istanza di sfiducia riferita al presidente Marsilio, all’assessore alla salute Nicoletta Verì, e all’assessore regionale Quaglieri, parlando di “un atteggiamento irresponsabile e squalificante”.
“Nessuna risposta concreta sul passato e nessuna certezza per il futuro. La destra mette le mani in tasca ai cittadini con una leggerezza inaccettabile. Continuano ad arroccarsi sulle solite giustificazioni: Covid, guerre, aumento costi energia, come se questi fenomeni avessero colpito solo l’Abruzzo. La verità è che la gestione delle risorse pubbliche della regione Abruzzo da parte di Fratelli D’Italia, Lega, Udc e Forza Italia è stata mirata più a rafforzare i consensi nei bacini elettorali dei singoli consiglieri regionali, che a migliorare la qualità della vita degli abruzzesi. E i risultati di questo atteggiamento sono sotto gli occhi di tutti”.
In una nota i gruppi di opposizione di PD, M5S, AVS, Azione e la civica Abruzzo Insieme, parlano di “un tentativo disperato quello di Forza Italia, Lega e Udc di scansare lo tzunami di malcontento che sta investendo il centrodestra a seguito dell’aumento delle tasse. Un ‘si salvi chi può’ per provare a scaricare esclusivamente su Fratelli D’Italia e sul presidente Marsilio la responsabilità della pessima gestione delle risorse pubbliche e della sanità degli ultimi sei anni. Nulla di più falso, sono tutti responsabili: fino a oggi hanno votato compattamente ogni scellerato provvedimento, sia in Giunta che in Consiglio, che ha portato l’Abruzzo sull’orlo del baratro. Come hanno votato il Disegno di legge sull’aumento delle tasse, abbassando la testa davanti alla minaccia del presidente di cacciare dalla Giunta qualunque dissidente”.
“Chi ieri ha scelto di salvare il posto in maggioranza piuttosto che difendere gli abruzzesi non può presentarsi oggi come una soluzione, peraltro inefficace. L’aumento dell’Aliquota a ‘solo’ 2,63 %, proposta da Forza Italia, è l’ennesima presa in giro! È come sostenere che l’attacco di uno squalo tigre sia meglio di quello di uno squalo bianco: nei fatti entrambi ti sbranano, forse uno ci mette solo più tempo” .
“Oggi i partiti di centrodestra – incalzano i consiglieri di opposizione– si svegliano ammettendo che la sanità è un disastro e va completamente revisionata. Una fotografia che come opposizione abbiamo scattato da tempo e più volte denunciato in Consiglio regionale, nelle Commissioni competenti e negli uffici di Presidenza. Denunce sempre ignorate dal centrodestra che ci ha definito addirittura ‘allarmisti’. Oggi, che i fatti ci danno ragione, il fuggi fuggi dalle responsabilità è una scena squalificante per le istituzioni che rappresentano. La sanità – concludono – va ristrutturata dalle basi; lo sappiamo e lo faremo, con abnegazione ed efficacia appena la destra libererà l’Abruzzo dalla sua incompetenza” concludono.




