L’AQUILA – In centinaia hanno invaso palazzo dell’Emiciclo, sede del Consiglio regionale all’Aquila, mentre è in corso la manifestazione di protesta di Cgil, Cisl, Uil e Ugl e delle opposizioni di centrosinistra contro il progetto di legge della Giunta, guidata da Marco Marsilio, di FdI, che prevede l’aumento dell’addizionale Irpef per coprire il debito della sanità.
Il tutto mentre i consiglieri di opposizione, che compongono il Patto per l’Abruzzo, avevano già occupato l’aula del Consiglio da questa mattina, dove, nel pomeriggio, è prevista la seduta per l’approvazione del discusso disegno di legge.
Fuori dall’Emiciclo in tanti, provenienti da tutto l’Abruzzo, con al seguito bandiere e striscioni dei sindacati confederali, del MoVimento 5 stelle, del Partito democratico. Presenti anche i sindaci che aderiscono all’Ali, una ventina, con o senza fascia, tra cui quello di Teramo, Gianguido D’Alberto.
Urlano “Dimissioni” e “Marsilio vattene”, accusando il centrodestra di aver “affossato” la sanità regionale, per poi mettere le mani nelle tasche dei cittadini. I manifestanti hanno riempito l’aula dell’Emiciclo intonando Bella Ciao.
Il consigliere regionale del Pd Sandro Mariani esibisce un pupazzo di Pinocchio, c’è anche una maglia del Napoli calcio a ricordare i 14milioni di euro che pagherà l’Abruzzo per ospitare i ritiri precampionato a Castel di Sangro.
Ad arringare i manifestanti il portavoce del patto per l’Abruzzo, Luciano D’Amico.
“Gestiscono 2.8 miliardi delle nostre tasse, per la sanità regionale, e non si può arrivare all’ultimo momento e scoprire che mancano 200 milioni per pareggiare il bilancio. Quello che ci fa infuriare è che portano ai massimi l’addizionale Irpef, per incassare circa 44 milioni, quando però mesi prima hanno approvato la solita legge mancia per bocciofile, da 22 milioni di euro. Non è più accettabile, questa è una amministrazione di condominio”.
Ad intervenire nell’aula occupata Carmine Ranieri, segretario regionale della Cgil
“Giusto pagare tasse, per avere buoni servizi. Ma non è così: le paghiamo con una sanità che offre servizi sempre peggiori, per tariffe delle mense che aumentano e con centinaia di mamme a protestare, per i trasporti per i quali i biglietti sono aumentati fino al 36%. Non ci sono medici di famiglia, tante famiglie diventano povere in caso di malattie croniche. Per le case di comunità, per la tanto evocata sanità del territorio, siamo al 13.8% della spesa, una vergogna assoluta. E manca solo un anno e tre mesi al termine ultimo del Pnrr. Un fallimento vergognoso. Le liste di attesa sono inaccettabili, e molti abruzzesi sono costretti ad andare al privato, se hanno soldi, in 38mila vanno negli ospedali delle altre regioni, in 120mila rinunciano alle cure”.
La Commissione Bilancio, riunita oggi all’Aquila, ha approvato a maggioranza dei presenti, cioè dei consiglieri della maggioranza di centrodestra visto che le opposizioni hanno occupato per protesta l’aula consiliare, il progetto di legge che sarà al vaglio del Consiglio.
Quella della commissione Bilancio, iniziata poco prima delle 12, è stata una riunione lampo – come si legge in una nota stampa – e chiusa con la decisione di approvare un testo senza alcuna revisione emendativa. In sintesi, il progetto legge arriverà in Aula, questo pomeriggio alle 14, nella versione originale depositata dall’Esecutivo.
Eventuali emendamenti potranno essere ripresentati direttamente in fase di Consiglio regionale, in questo senso in attuazione del diktat del presidente della Giunta Marsilio che aveva con decisione chiesto la approvazione del testo della Giunta. Si vedrà in consiglio se Lega, Fi e FdI ritriteranno i loro emendamenti annunciati per giorni.
Ad intervenire anche il coordinatore regionale di M5s, l’ex sottosegretario di stato Gianluca Castaldi, e il deputato del pd, ex presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, il deputato di Azione Giulio Cesare Sottanelli
Ha raccontato Castaldi, “un mio amico mi ha chiesto il voto perché il centrodestra di Marco Marsilio gli aveva dato con la legge mancia 50mila euro per un evento. Poi è andata a finire che gli hanno dato solo la metà dei soldi, ma lui il budget lo aveva già speso, e il voto a Marsilio gli è costato 25mila euro di tasca sua. Con un regolare bando, visto che l’evento era più che meritevole, quei 50mila euro li avrebbe avuti, con un iter certo, e senza discrezionalità e ripensamenti”.




