L’AQUILA – Comincerà il prossimo 14 settembre l’udienza preliminare nell’inchiesta “Redde Rationem” su un presunto giro di tangenti negli appalti dei puntellamenti post-terremoto dell’Aquila, che ha visto arrestati ai domiciliari l’ex consigliere comunale di opposizione con delega alle messe in sicurezza Pierluigi Tancredi e gli imprenditori Maurizio Polisini, Andrea Polisini, Mauro Pellegrini e Giancarlo Di Persio, mentre il faccendiere Nicola Santoro ha avuto l’obbligo di firma e dimora e altri 10 indagati sono a piede libero.

Secondo le accuse, come riportato dal quotidiano Il Messaggero, le mazzette per i puntellamenti non solo ci sarebbero state, ma sarebbero transitate attraverso un’agenzia matrimoniale e una società di consulenze, con l’avallo di funzionari comunali (accusati di abuso d’ufficio) e tecnici (truffa) che davano l’ok agli appalti.

Ad affermarlo dopo gli accertamenti la procura della Repubblica del capoluogo, con il pubblico ministero Antonietta Picardi, che ha coordinato l’inchiesta dei carabinieri del Nucleo Ecologico (Noe) e del Raggruppamento Operativo Speciale (Ros).

A decidere se esistono o meno gli elementi per processare tutti o alcuni degli indagati sarà il giudice per l’udienza preliminare Guendalina Buccella.

Nell’inchiesta inizialmente c’erano altri tre indagati a piede libero, usciti di scena al momento della chiusura delle indagini. In uno stralcio è stato prima indagato e poi archiviato un assicuratore.

Secondo l’accusa Tancredi, avrebbe imposto la Dipe (degli imprenditori Mauro Pellegrini e Giancarlo Di Persio) negli appalti sulla messa in sicurezza, in cambio di soldi, accordandosi con la Edilcostruzioni (di Maurizio ed Andrea Polisini) per far ottenere agli stessi lavori di ricostruzione privata. Imprese edili entrate poi nel Consorzio Ali.

Sempre Tancredi è accusato di aver intascato la somma di 150 mila euro attraverso contratti di consulenza stipulati con le due ditte, (per evitare controlli sulla tracciabilità di denaro) fatturando per la sua attività di management, ottenendo in favore di Concetta Toscanelli e Daniela Sibilla pagamenti di 12 mila euro per operazioni inesistenti per conto di un’agenzia matrimoniale (della Toscanelli) e consulenza (Sibilla).

Ancora secondo l’accusa, minacciando di rivelare all’autorità giudiziaria le attività corruttive tenute dagli imprenditori ed essendo già stato ascoltato in qualità di indagato e avendo “mantenuto il punto” per tutti gli interessati, Tancredi avrebbe costretto i Polisini a consegnare loro la somma di 5 mila euro e gli stessi Di Persio e Pellegrini altro denaro, affinché potesse sostenere uno “stile di vita degno”, in relazione alla sospensione dal lavoro inflitta all’ex consigliere comunale dalla Asl dell’Aquila dove lavorava in seguito a un patteggiamento per truffa.

Gli indagati a piede libero sono Roberto Scimia, Roberto Arduini, Michele Giuliani, Simonetta D’Amico, Antonio Lupisella, Mario Di Gregorio, Carlo Cafaggi, Giuseppe Galassi, Concetta Toscanelli e Daniela Sibilla.

Dinanzi il Gup compariranno anche i tecnici, funzionari comunali e altri piccoli imprenditori come Di Gregorio, Cafaggi, Galassi (accusati di abuso d’ufficio in relazione all’appalto per la messa in sicurezza della Prefettura) e i professionisti Scimia, Arduini, Giuliani e D’Amico.