L’AQUILA – “L’Aquila non è Sodoma né Gomorra: le cose negative ci sono e ci saranno, ma per la verità non ci sono solo qui”.

Così il prefetto di Roma, Franco Gabrielli,  parlando della nuova inchiesta giudiziaria sulla ricostruzione che ha portato all’arresto ai domiciliari dell’ex vice sindaco del capoluogo abruzzese Roberto Riga e dell’imprenditore Massimo Mancini e indagini per abuso d’ufficio anche sull’attuale direttore dell’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, Paolo Aielli.

Gabrielli, ex prefetto dell’Aquila durante l’emergenza sisma del 6 aprile 2009, e poi capo della Protezione civile è tornato in città per partecipare al premio Fondazione Carispaq. Prima però ha voluto visitare la Basilica di San Bernardino.

“Lo spirito è forte la carne è debole – ha aggiunto Gabrielli  – ma guardiamo le cose positive. Ogni volta che vengo all’Aquila ne trovo di nuove,come la ricostruzione di questa meravigliosa basilica, che io ricordavo tutta puntellata. E questo mi trasmette un sentimento molto positivo”.

“Esiste un problema di legalità dove ci sono grandi interessi e grandi quantità di denaro – ha aggiunto poi – Ricordo quando fui accusato per aver sottolineato la positività delle cose emiliane rispetto alle cose aquilane, eppure vicende di malaffare son avvenute anche con la ricostruzione dell’Emilia Romagna”.

“Le inchieste giudiziarie – prosegue Gabrielli – denotano che c’è qualcuno che, nel nostro Paese, il malaffare lo scopre. Non bisogna dire tutto a posto madama Dorè, ma tutto quello che si scopre non è contaminante, la stragrande maggioranza degli operatori economici e degli amministratori pubblici fanno il loro dovere”.

“Mi preoccuperei di più per una situazione dove tutto fila liscio, perché significa che non ci sono occhi attenti”, ha fatto notare.