L’AQUILA – Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere due dei quattro arrestati ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta della procura aquilana sulle presunte tangenti negli appalti sulla ricostruzione.

Pasqualino Macera, all’epoca dei fatti, rappresentante dell’azienda Mercatone Uno Spa, e Vladimiro Placidi, all’epoca dei fatti assessore comunale dell’Aquila alla ricostruzione dei Beni Culturali, sono rimasti per pochi minuti nella stanza del gip, Giuseppe Romano Gargarella.

I loro legali hanno presentato una memoria difensiva e mentre l’avvocato di Macera non ha fatto nessuna dichiarazione, il legale di Placidi, l’avvocato Fabio Alessandroni, all’uscita dall’aula ha sottolineato “anche se pacatamente contestiamo la misura degli arresti domiciliari”, “otto mesi fa c’eravamo resi disponibili a essere sentiti davanti alla Procura, oggi ci ritroviamo da arrestati davanti al gip” , ha spiegato ancora Alessandroni, “non c’era bisogno della misura cautelare avevamo dato disponibilità a fornire ampia documentazione su questa vicenda”.

AL VIA GLI INTERROGATORI

Sono cominciati con l’ingresso di Pasqualino Macera, gli interrogatori di garanzia dei quattro degli otto indagati dell’inchiesta “Do ut des” finiti agli arresti domiciliari.

Secondo quanto si è appreso il secondo a entrare per essere ascoltato dal gip del tribunale dell’Aquila, Giuseppe Romano Gargarella, che ha firmato i provvedimenti sull’inchiesta sulle presunte tangenti negli appalti della ricostruzione post terremoto, che per la prima volta hanno coinvolto il comune, sarà l’ex assessore alla ricostruzione dei Beni Culturali, Vladimiro Placidi.

Poi sarà il turno dell’ex assessore Pierluigi Tancredi, all’epoca dei fatti consigliere delegato dal sindaco Massimo Cialente per la ricostruzione nella sua veste di consigliere comunale, cariche dalle quali si è dimesso successivamente, e la sua collaboratrice Daniela Sibilla.

L’inchiesta “Do ut des” ha decapitato la Giunta comunale con le dimissioni prima del vice sindaco, Roberto Riga, indagato a piede libero, e poi del sindaco Massimo Cialente.