L’AQUILA – Quasi due anni dopo gli arresti eccellenti approderà in aula l’inchiesta “Caligola” su presunte assunzioni clientelari e appalti pilotati nella Regione Abruzzo.

Il giudice per l’udienza preliminare del tribunale dell’Aquila Giuseppe Romano Gargarella ha infatti fissato per il prossimo 10 ottobre l’udienza in cui 12 indagati dovranno comparire davanti al gup che deciderà sulla richiesta di rinvio a giudizio presentata per tutti dal pubblico ministero che coordina l’inchiesta Antonietta Picardi.

Tra gli indagati ci sono nomi eccellenti come il vice presidente della Regione, Alfredo Castiglione, esponente del Popolo della libertà, e l’ex sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso, favorito nel Partito democratico per la candidatura alla presidenza della Regione alle prossime elezioni, da pochi mesi uscito da altre due inchieste giudiziarie, una su presunte tangenti e l’altra sull’urbanistica, e in attesa del verdetto nell’inchiesta sulla strada Mare-Monti.

L’avvio a ottobre del dibattimento, vista la delicatezza dei protagonisti e degli enti coinvolti, rischia tra l’altro di avere serie ripercussioni sulla campagna elettorale che, in caso di voto nella primavera 2014, entrerà nel vivo proprio in quei mesi.

“Senza mazzette crolla tutto”. Era il 16 gennaio 2012 quando, con intercettazioni come questa del presidente della società Ecosfera Duilio Gruttadauria, uno degli arrestati, l’ennesimo uragano giudiziario si è abbattuto sulla Regione Abruzzo, con 7 arresti eseguiti dalla squadra Mobile di Pescara coordinata dalla procura della Repubblica aquilana, più un’ottava ordinanza di custodia cautelare un paio di settimane dopo, tutte firmate dal giudice per le indagini preliminari Marco Billi.

Commesse pubbliche affidate in cambio di contropartite economiche che consistevano in contratti di consulenza e assunzioni clientelari: questo è secondo le tesi dell’accusa il cuore dell’inchiesta, che si è concentrata, in particolare, sull’aggiudicazione fraudolenta in favore della società “Ecosfera” di una gara pubblica per “l’affidamento in appalto del servizio di valutazione in itinere del programma di cooperazione transfrontaliera Ipa Adriatico 2007-2013”.

Le indagini del pm Picardi hanno contestato anche altre vicende tra cui l’assegnazione in favore della Cyborg Srl di una commessa relativa alla realizzazione di un software per il monitoraggio del Por Fers 2007/2013.

Gli arrestati, comunque, hanno respinto ogni addebito nel corso dei vari interrogatori a cui sono già stati sottoposti dagli inquirenti.

L’operazione è stata chiamata “Caligola” dopo che in un’intercettazione, Gruttadauria tracciava un’analogia tra le assunzioni clientelari che gli venivano richieste dalla politica e la leggenda del cavallo dell’imperatore Caligola, che era stato imposto come senatore di Roma. Alberto Orsini

GLI INDAGATI

Le accuse contestate a vario titolo sono associazione per delinquere finalizzata alla corruzione aggravata, falso in atti pubblici e occultamento di atto pubblico.

I 12 indagati per i quali il pm Picardi ha chiesto il processo sono Duilio Gruttadauria, presidente del consiglio d’amministrazione e socio della società Ecosfera; la moglie Anna Maria Teodoro, socio Ecosfera; Lamberto Quarta, consulente della stessa società; Giovanna Andreola, detta Vanna, già dirigente del servizio Attività internazionali presso la Regione Abruzzo e oggi a capo del settore Stampa; il marito Michele Galdi; Corrado Troiano, socio della società Cyborg Srl; Mario Gay, vice presidente dell’Osservatorio interregionale cooperazione sviluppo (Oics) che ha sede a Roma; Luciano D’Alfonso, ex sindaco di Pescara; Camillo Cesarone, ex sindacalista ed ex capogruppo del Pd in Consiglio regionale; Bernardo Notarangelo, già presidente della commissione di gara relativa all’appalto contestato dalle indagini; Alfredo Castiglione, vice presidente della Regione Abruzzo e assessore all’Attività produttive; Domenico Peca, ritenuto prestanome per alcune attività di Ecosfera.

LA STORIA

DAGLI ARRESTI ECCELLENTI ALLA RICHIESTA DI PROCESSO

L’inchiesta ‘Caligola’ è partita dalle indagini di “Sanitopoli”, nota inchiesta culminata negli arresti eccellenti del luglio 2008 della procura di Pescara. La traduzione di alcuni stralci per competenza all’Aquila ha dato poi successivamente il via alle nuove indagini sulle società Ecosfera e Cyborg.

Inizialmente, dei quattro destinatari della misura cautelare in carcere solo la Andreola ha ottenuto gli arresti domiciliari, peraltro a Salerno, dove si trovava per motivi personali, considerati i problemi di salute della madre, mentre Gruttadauria, la Teodoro e Quarta sono finiti in carcere.

Per il gip Marco Billi, “piuttosto che di singoli e specifici atti contrari alla funzione pubblica”, è stato riscontrato “un sistematico e costante sviamento di tale funzione”, come si legge nella sua ordinanza di arresto.

E per quanto riguarda il ruolo della Andreola, “ha asservito la propria funzione a interessi privati” mentre la sua attività per il giudice “è risultata condotta secondo l’ottica esclusiva del favore per l’interesse privato e senza alcun riguardo per l’interesse collettivo”.

“La gente è rimastra colpita per la qualità delle persone coinvolte nel processo. Ma sono persone che si sono mosse in un certo modo e noi stiamo vedendo se ci sono aspetti penalmente rilevanti”. Così ha commentato a caldo l’inchiesta l’allora procuratore della Repubblica Alfredo Rossini, poi scomparso nell’estate 2012.

Uno strano meccanismo c’è stato sulla misura cautelare per Troiano, revocata il 24 gennaio da un altro gip, Roberto Ferrari, che ha sostituito Billi assente per motivi familiari e ha sostanzialmente ribaltato la decisione presa. Ferrari ha anche respinto la richiesta d’interdizione per i pubblici uffici per Notarangelo.

Le ripercussioni ci sono state anche a livello politico. Il 30 gennaio la Giunta regionale, su proposta del presidente, Gianni Chiodi, ha deliberato di proporre all’Oics la sospensione del contratto con Ecosfera e l’avvio di una verifica delle procedure di gara espletata.

Lo stesso giorno, sia il giudice Billi che il tribunale del Riesame hanno concesso gli arresti domiciliari all’imprenditore Gruttadauria e alla moglie Teodoro, mentre il 1° febbraio stessa sorte è toccata a Quarta.

Il riesame invece si è espresso negativamente per il ritorno in libertà dei coniugi Andreola (8 febbraio) e Galdi (14), così solo il 17 aprile i due sono usciti per decorrenza dei termini degli arresti domiciliari.

Un mese esatto dopo, il 17 maggio, è toccato a Quarta, Gruttadauria e Teodoro, stavolta su richiesta del pm.

Il 6 giugno il giudice Billi ha respinto la doppia richiesta di interdizione dai pubblici uffici per Castiglione, che così è potuto rimanere al suo posto nell’esecutivo regionale.

Il 27 luglio la squadra mobile di Pescara ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, dopodiché su questo filone dell’inchiesta è sceso il silenzio fino a quando alcuni organi d’informazione non hanno annunciato il deposito della richiesta di rinvio a giudizio da parte del pm Picardi.

“Siamo sempre gli ultimi a essere informati”, ha commentato qualche legale degli indagati, come Dante Angiolelli, che assiste Castiglione, all’oscuro tanto quanto Francesco Carli, difensore dell’Andreola.

Poi AbruzzoWeb ha appreso dell’invio della notifica della fissazione dell’udienza di qualche giorno fa.

“Appena mature tireremo giù le arance”, è stato un altro commento di Rossini su questa inchiesta. Quasi due anni dopo gli arresti, il momento sembra finalmente arrivato.