TAGLIACOZZO – Il sindaco di Tagliacozzo, Maurizio Di Marco Testa, finito ieri in carcere nell’ambito di un’inchiesta sugli appalti pubblici, ha rassegnato le dimissioni inviandole, tramite il legale Roberto Verdecchia, al prefetto dell’Aquila e al presidente del Consiglio comunale del paese.
Poi è comparso per oltre tre ore davanti al gip di Avezzano che ha accolto le richieste del suo avvocato, assegnando i domiciliari all’ex primo cittadino.
Gli altri tre arrestati, amministratori della città e attualmente ai domiciliari, saranno interrogati la prossima settimana; nell’inchiesta ci sono anche 12 indagati.
Le accuse ipotizzate sono quelle di concussione, turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale.
Secondo l’accusa gli indagati, tra cui professionisti ed imprenditori, avrebbero favorito l’esclusione di alcune aziende dalla partecipazione a gare per l’affidamento di appalti pubblici.
MOVIMENTO CINQUE STELLE: “CONSIGLIO COMUNALE SI DIMETTA”
“Le intercettazioni pubblicate sul caso di Tagliacozzo destano preoccupazione almeno quanto l’incendio delle auto del Sindaco, ancora senza una chiara soluzione. Il solo sospetto che gare e appalti possano essere stati gestiti favorendo professionisti e imprese amiche è chiaramente inaccettabile. Diventa addirittura scandaloso se si pensa a tutti quei privati cittadini alle prese con crisi economica, tasse, burocrazia, stretta creditizia”.
Lo dice il meet up di Beppe Grillo di Tagliacozzo.
“Altrettanto inquietanti sono state le parole del procuratore della Repubblica di Avezzano. Se vere, saremmo ad un passo da una vera e propria débacle del sistema politico ed imprenditoriale locale. Secondo notizie pubblicate on line, la Procura avrebbe già materiale sufficiente per poter indagare in altri comuni della Marsica poiché, dopo la notizia delle indagini avviate su Tagliacozzo, ci sono stati molti altri esposti. Lo scorso 25 marzo, già abbiamo letto di indagini in corso che coinvolgono sindaci, amministratori, dirigenti comunali, professionisti e imprenditori di Avezzano, Celano, Collelongo, Cerchio, Ortucchio, Trasacco, Castellafiume, Canistro”.
“Di fronte a questo scandalo che potrebbe andare bene oltre il nostro Comune, il rischio è che i cittadini si allontanino ulteriormente dalla politica. Per questo riteniamo che, per il bene di Tagliacozzo e per senso di responsabilità istituzionale, l’attuale vicesindaco, indagato nell’ambito della stessa inchiesta che ha portato a 3 arresti, sebbene non raggiunto da provvedimenti restrittivi, debba rassegnare le dimissioni insieme all’intero consiglio comunale”.
“Permettere a Tagliacozzo di arrivare con una gestione commissariale alla naturale scadenza del mandato potrebbe servire a riportare serenità nel clima avvelenato degli ultimi mesi”, si legge ancora nella nota.
“A Tagliacozzo, in 5 anni di amministrazione, si è visto di tutto, compreso pezzi di maggioranza che hanno fatto opposizione con pezzi della minoranza e pezzi di opposizione che sono andati a braccetto con pezzi di maggioranza. Tra tatticismi, attacchi personali, veleni, auto incendiate, volantini senza firma ed esposti anonimi, a pagare è stata la Città, abbandonata all’immobilismo della politica e al degrado del territorio”.
È ora che i cittadini si mobilitino per riappropriarsi della città e delle istituzioni. Se sono stati commessi reati nell’amministrazione guidata dal sindaco Di Marco Testa potrà dirlo solo la magistratura. Resta il fatto che oggi a Tagliacozzo c’è stato un terremoto politico. E la ricostruzione non possiamo affidarla a chi non ci ha avvertiti per tempo che stavamo su una faglia in movimento”.






