ROMA – I dati sensibili di 350 mila persone, di cui 15-20 mila italiani, clienti della banca di cellule staminali svizzera Cryo Save AG, sono stati venduti per 800 mila euro ad un’altra società, la Myrosoph Capital di Dubai. 

Ad affermarlo è l’ex Ceo della Cryo Save, Frederic Amar, durante l’udienza del procedimento avviato per una serie di reati tra cui la bancarotta fraudolenta – in relazione al fallimento della Cryo Save avvenuto nello scorso settembre – davanti al Tribunale di Ginevra. 

All’udienza ha preso parte anche l’avvocato milanese Massimiliano Seregni che da mesi sta seguendo la vicenda che ha riguardato il trasferimento delle cellule staminali in Polonia dopo il fallimento della società svizzera. 

Amar, che da qualche settimana è in custodia cautelare in carcere, ha confermato di aver sottoscritto, nell’agosto del 2019, un contratto di cessione del marchio con la Myrosoph, che prevedeva, tra le altre cose, il trasferimento del data base dei clienti per il trattamento dei campioni biologici oltre al nome del dominio www.cryosave in cambio di 800 mila euro. 

Il 98% del materiale biologico della Cryo Save AG è stato trasferito e stoccato nei laboratori di Varsavia di un’altra società, la polacca FamiCord, in base ad un accordo firmato nel febbraio 2019, mentre manca all’appello il restante 2%. 

Un tank, contenente il patrimonio biologico di altri bambini si troverebbe in Olanda; i campioni dei nati dopo il mese di giugno-luglio 2019 risultano spediti da Cryo Save in Portogallo presso una società che non fornisce informazioni. 

Infine è mistero sul destino di alcuni campioni che erano rimasti nel laboratorio svizzero, attualmente chiuso dopo la revoca dell’autorizzazione da parte delle autorità sanitarie elvetiche. 

“In rappresentanza di moltissimi genitori ed in qualità di genitore – ha ricordato Seregni – stiamo cercando di trovare una soluzione al caos generato da Cryo save Ag per ridare ai genitori il diritto di decidere del futuro delle cellule dei loro figli”.