L’AQUILA – Doveva essere una seduta breve del Consiglio regionale d’Abruzzo, quella straordinaria di oggi, richiesta dai gruppi di centrosinistra e Movimento 5 stelle, in merito ai correttivi al decreto governativo in materia di “Superbonus 110%”, e che ha portato all’approvazione del documento sottoscritto dai consiglieri di maggioranza, un testo alternativo a quello presentato dalle opposizioni che chiedeva l’abrogazione del decreto.

E così al “secco no” alle richieste delle opposizioni si sono scaldati gli animi ed è montata la protesta in aula contro il presidente della Regione Marco Marsilio, di FdI, accusato in particolare dal consigliere Giorgio Fedele, del M5s, di essere “servo di partito” e non “servitore degli abruzzesi”. Accusa velatamente rilanciata poi anche dal Pd, che con il capogruppo Silvio Paolucci e il consigliere Pierpaolo Pietrucci ha osservato: “La Regione sbatte in faccia agli abruzzesi anche la porta chiusa dei bonus edilizi”, “solo per venire come al solito in soccorso al governo Meloni”.

Forte e chiara la replica di Marsilio: “Non sono un servo di partito” e “non mi permetteri mai di dire a voi che lo siete. Chiedo rispetto”.

Tutto è cominciato con le parole del consigliere Fedele che, dopo aver elencato quelle ritenute delle “bugie” sul Superbonus ha incalzato: “Presidente Marsilio, le voglio dare un’occasione: quella di far capire agli abruzzesi qual è il ruolo che lei vuole svolgere. Se ritiene di svolgere il ruolo di servo di partito o quello, come è giusto che sia, di servitore dei cittadini e delle imprese abruzzesi. Ce lo dica anche perché il premier è stato eletto qui in Abruzzo. E, stranamente, poco prima delle elezioni twittava in questo modo: ‘Pronti a tutelare i diritti del Superbonus e a migliorare le agevolazioni edilizie, sempre dalla parte delle imprese e dei cittadini onesti che si danno da fare per far crescere e migliorare l’Italia. Presidente ci dica quindi, lei è servo di partito o servitore degli abruzzesi?”.

Di qui la risposta di Marsilio: “Oggi l’Abruzzo è molto più autorevole e a Roma ci ascoltano, il sottoscritto parla con il capo del Governo. Non sono un servo di partito. Poi se a lei Fedele piace insultare tutte le volte… Ognuno è servo di chi si sceglie. Io ho scelto un segretario di partito che mi onoro di avere anche cresciuto. Lei si è scelto Conte, il Pd si è scelto Schlein – a proposito, complimenti al consigliere Pietrucci che contro tutti ha vinto questa partita – io non mi permetterei mai di dire né a lei né a Paolucci, che ha votato un altro segretario, che siete servi di qualcuno. Chiedo altrettanto rispetto nei confronti del sottoscritto. Mi onoro di essere iscritto, militante e dirigente di un partito guidato da Giorgia Meloni e mi vanto del fatto che oggi sia presidente del Consiglio, che sta facendo del bene per l’Italia, affrontando seriamente i problemi che voi avete creato, che ci avete lasciato in eredità”.

La mozione approvata in aula, che raccoglie il consenso di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e “Valore è Abruzzo”, chiede al Governo e al Parlamento di rafforzare e allargare la possibilità di far circolare i soli crediti esistenti e quelli che si genereranno fino alla conclusione dei cantieri in corso, allungando a 6 anni il termine per le compensazioni. Inoltre, si chiede di facilitare e accelerare le procedure per concedere prestiti SACE (società per azioni controllata dal Ministero dell’economia e delle finanze) alle imprese e di dare indicazioni alle aziende partecipate dallo Stato di acquistare i crediti fiscali derivanti da interventi edilizi in corso.