FRANCAVILLA AL MARE – “Nessun tipo di discordia, la mia assenza al summit è semplicemente dovuto al fatto che ho partecipato a Roma alla commissione salute nazionale, su delega dell’assessore Nicoletta Verì, impegnata nell’incontro politico”.

Ad assicurarlo è il capo dipartimento della Sanità, Claudio D’Amario, unico dei direttori assenti ieri nel summit programmatico del centrodestra a Villa Maria a Francavilla al mare. E’ così visto che non tutti avevano ascoltato l’assessore alla Salute che aveva spiegato i motivi dell’assenza, qualcuno dei convenuti al summit ha avanzata l’ipotesi che essa non era casuale. D’Amario, medico di patologia clinica, ex direttore generale della Asl di Pescara ed ex direttore generale del settore prevenzione del Ministero della Sanità, è stato infatti confermato lo scorso anno capodipartimento fino al 2026, ma anche il suo posto è oggetto di spoil system scattato dopo le elezioni del 10 marzo, e i mutati assetti nel centrodestra. Nel frattempo poi D’Amario avrebbe avuto motivi di attrito con l’assessore Verì, per le scelte nella delicatissima materia sanitaria.  La Giunta del riconfermato Marco Marsilio di Fratelli d’Italia, ha infine indetto un bando per la direzione del dipartimento Sanità, quando poteva bastare un atto per confermare D’Amario, senza passare per l’avviso pubblico.

D’Amario assicura però che l’assenza di ieri era più che giustificata. La riunione della commissione salute nazionale, spiega il direttore, “è stata molto importante, in particolare si è parlato delle nuove tariffe della specialistica ambulatoriale che dovranno essere adottate per la fine dell’anno e si è parlato anche di come rivedere alcuni modelli di finanziamento del servizio sanitario nazionale e di come ci si dovrà approcciare a modelli di perequazione. Inoltre sul tavolo c’era l’aumento previsto del fondo sanitario nazionale di circa 2 miliardi di euro e conseguenti modelli di riparto. Infine abbiamo parlato di reti oncologiche, per favorire le cure dei cittadini e per ridurre quelli che sono i flussi della mobilità fra le varie regioni”.