L’AQUILA – Se il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, ha voluto tappare alcuni scarichi abusivi come azione dimostrativa (quelli lungo il fiume Pescara), altri buchi e ben più impegnativi è costretto a rattoppare il segretario abruzzese del Pd Marco Rapino, a lavoro su più fronti per rimettere insieme i cocci di un partito diviso.
I fronti più caldi sono quelli di Sulmona e L’Aquila. Nel capoluogo, alla riunione slittata da lunedì a ieri, Rapino è arrivato a tarda ora proprio per il prolungarsi del vertice peligno, definito, tra i pochi disposti a parlare, interlocutorio dagli ottimisti e infruttuoso dai più realisti. Il segretario regionale dopo vari rinvii, in cui annunciava anche un comunicato stampa mai arrivato, si è trincerato come di consueto dietro il silenzio.
Nella città di Ovidio il Pd, commissariato dopo la caduta del sindaco Peppino Ranalli, deve fare i conti da un lato con l’assessore regionale Andrea Gerosolimo, ormai ex Abruzzo civico, che giocando d’anticipo ha presentato una coalizione civica capeggiata da Annamaria Casini come candidato sindaco e ben cinque liste a suo sostegno, e dall’altro con il gruppo (espulso dal Pd) che fa riferimento all’ex consigliere regionale Bruno Di Masci, determinante nello scioglimento anticipato del Consiglio comunale e che gode ancora di un certo consenso.
“Attendiamo che il Pd faccia definitiva chiarezza in relazione a chi non ha rispettato le norme, se un partito è con la ‘P’ maiuscola, crediamo debba assumere posizioni forti nei confronti di chi con i propri atteggiamenti e le proprie scelte viola le regole dello Statuto e del Codice etico”, dice l’ormai ex consigliere comunale Valerio Giannandrea, l’unico disposto a parlare, con evidente riferimento ai “traditori” dimasciani.
La riunione di coalizione di ieri, alla fine aggiornata a sabato, si è protratta fin oltre le 23, lasciando gli aquilani in attesa di Rapino fino alle ore piccole.
Nel capoluogo, dove si è riunito lo stato maggiore del partito, c’è da riempire il solco prodotto nel corso dei mesi con il governatore. Un dissenso che covava, causato soprattutto dal mancato inserimento nel Masterplan di misure per le aree interne, e che è esploso con lo scontro la settimana scorsa in Consiglio regionale tra D’Alfonso e il consigliere Pierpaolo Pietrucci e al quale ha fatto seguito un durissimo intervento contro il governatore da parte del capogruppo al Comune e del segretario cittadino, Stefano Palumbo e Stefano Albano.
Uno scontro davanti al quale è rimasta silente tutta la vecchia guardia, dal sindaco Massimo Cialente al vice presidente della Regione Giovanni Lolli, passando per la senatrice Stefania Pezzopane. Finché quest’ultima non ha incontrato D’Alfonso immaginando un futuro per il progetto C.a.s.e. diverso da quello indicato da Palumbo e sul quale ha espresso delle riserve Cialente, innescando una sorta di tutti contro tutti.
Sulla riunione di ieri sera, di cui non parlano nè Pietrucci nè Rapino, impegnato a Roseto degli Abruzzi (Teramo), altro fronte caldo in vista delle amministrative, interviene il segretario Stefano Albano.
“A seguito di una riunione congiunta tra la segreteria comunale e i rappresentanti istituzionali di Comune e Regione – dice attraverso una nota – abbiamo stabilito in maniera unanime di riaprire il confronto con D’Alfonso sul Masterplan”.
“Sarà organizzata una manifestazione pubblica – aggiunge – in cui, presente il presidente della Regione, verrà presentata una piattaforma di progetti che riguardano direttamente L’Aquila e le aree interne. I progetti avranno respiro regionale”.
“È convinzione del Pd dell’Aquila che il Masterplan non rappresenti tanto l’opportunità di impostare una miope rincorsa, senza un disegno, alla quantità di risorse stanziate, quanto l’occasione di disegnare attraverso le opere e infrastrutture una strategia che ponga il capoluogo al centro di un quadro il cui obiettivo ultimo sia la crescita e lo sviluppo di tutta la regione”, conclude Albano. (m.sig.)






