AVEZZANO – “I vertici della Coca Cola in un incontro a Roma alla presenza dei vertici sindacali del 10 gennaio hanno detto chiaramente che se non saranno cancellate le sugar e plastic tax, sono pronti a ‘rivedere’ due dei loro tre siti produttivi diretti in Italia, e tra questi c’è sicuramente quello di Oricola in Abruzzo”.
A rivelarlo è Franco Pescara, segretario generale della Fai Cisl Abruzzo-Molise, che torna a lanciare l’allarme sulle sorti dello stabilimento in provincia dell’Aquila, che ha fatturato di 34 milioni di euro l’anno (pari allo 0,01 del Pil regionale), e occupa 80 dipendenti diretti e 300 lavoratori nel settore dell’indotto.
Uno dei tre stabilimenti italiani della multinazionale americana, assieme a quelli di Marcianise, in provincia di Caserta, e Nogara, in provincia di Verona.
E che ora rischia la chiusura e la delocalizzazione, oppure il ridimensionamento, (questo significa in soldoni il termine ”rivedere”), a seguito dell’introduzione della tassa sullo zucchero, sugar tax, prevista dalla legge di Bilancio 2020, e pensata dal governo Movimento 5 stelle e Partito democratico, come misura per convincere le aziende che producono bevande zuccherate a diminuirne la quantità. Tassa che entrerà in vigore ad ottobre.
A cui si è aggiunta la plastic tax, voluta per ridurre l’uso degli imballaggi impattanti per l’ambiente e per i nostri mari.
Due misure che, protesta però la multinazionale, comporteranno un aggravio di costi di 180 milioni di euro (140 a causa della plastica tax, 40 milioni per la sugar tax).
E dalle parole la Coca Cola sta passango già ai fatti: di ieri l’annuncio del trasferimento in Albania della produzione che finora si effettuava alla Sibeg di Catania, che da oltre cinquant’anni imbottiglia e distribuisce le bibite del marchio Coca Cola, una delle tante aziende dell’indotto, e che impiega dire 350 lavoratori.
“La notizia che arriva da Catania è drammatica – commenta Pescara – potrebbe accadere anche qui da noi, e sarebbe una catastrofe per tutta l’economia regionale. Non dimentichiamoci poi che non è rischio solo Oricola, ma anche gli stabilimenti di imbottigliamento come la Gran Guizza di Popoli”.
Da qui l’appello “alla Regione a tutti i parlamentari abruzzesi, di far sentire la loro voce, per chiedere un dietrofront su una misura secondo noi sbagliata e inefficace. Non si combatte l’obesità dei bambini mettendo in mezzo la strada migliaia padri e madri, di famiglia, ci sono altre strade, come l’educazione alimentare. Non si limita l’impatto ambientale, con un tassa che mette in ginocchio le aziende, ma con un virtuoso ciclo dei rifiuti e del loro riutilizzo”.






