PESCARA – Il senegalese di 61 anni, arrestato ieri dalla Polizia per una violenza sessuale ai danni di una 39enne italiana, residente nel pescarese, e avvenuta nei pressi della stazione ferroviaria e del terminal bus nel primo pomeriggio, era stato in carcere a Pescara dal marzo 2016 all’aprile del 2018 dopo essere stato condannato per violenza e maltrattamenti in famiglia, risalenti al 2014.
L’uomo, che in passato era stato fermato anche per il furto di un’auto, vive in Italia dagli anni ’90 con un permesso per motivi familiari, avendo una compagna italiana e due figlie.
Proseguono intanto le indagini degli uomini della squadra Mobile della Questura per ricostruire in maniera accurata quanto accaduto nel primo pomeriggio di ieri all’interno dei giardinetti del terminal bus antistante la stazione ferroviaria.
Come emerso in queste ore, si attendono per i prossimi giorni i risultati degli accertamenti e delle analisi effettuati nell’ambito del protocollo antiviolenza.
Il pm che coordina l’inchiesta, Rosangela Di Stefano, dovrà richiedere al Gip la convalida dell’arresto entro 48 ore.
La donna al momento dei soccorsi era in stato confusionale: si trovava in zona stazione per aspettare la sorella di ritorno da Roma, quando è stata avvicinata dal 61enne con cui ha cominciato a parlare, prima di essere aggredita sessualmente.
La zona dove è accaduto il fatto da tempo è costantemente monitorata dall’amministrazione comunale e dalle forze dell’ordine a causa della presenza perenne di numerosi senzatetto e stranieri. Proprio pochi giorni fa c’erano state due operazioni dei militari della Guardia di Finanza e della Polizia nei pressi dell’area dove ieri si è consumata la violenza sessuale, con il fermo di alcune persone italiane e straniere, trovate in possesso di droga.
A più riprese nei mesi scorsi si erano susseguiti controlli della Polizia Municipale con la collaborazione degli operai di “Attiva” per la pulizia e bonifica dell’area.
Il drammatico episodio riaccende i riflettori proprio sullo stato in cui versa l’area della stazione centrale del capoluogo adriatico.
“Quanto è accaduto ci tocca dal punto di vista umano e amministrativo”, ha detto il sindaco di Pescara Marco Alessandrini. “Condanniamo un gesto così vile e brutale – ha aggiunto – considerandolo per la violenza che contiene, una violenza che per noi non ha connotazioni legate alla nazionalità di chi la esercita, esattamente come quella espressa dalla rissa a Rancitelli, giorni fa (quando fu ferito un 33enne nigeriano), ma è spregevole in quanto tale. Ringrazio a nome della città coloro che ieri si sono fatti avanti per assicurare il colpevole alle forze dell’ordine e anche le forze dell’ordine che sono state solerti ed efficaci, com’è accaduto per la rissa citata, che ha visto i responsabili subito identificati e denunciati all’autorità giudiziaria”.
“Appena venuti a conoscenza dei fatti, ieri sera – ha sottolineato – abbiamo disposto subito l’eliminazione di tutte le siepi e la potatura degli alberi, come in passato avevamo potenziato l’illuminazione pubblica sull’intero perimetro dell’area di risulta. Un’operazione in corso stamane da parte delle nostre squadre del Verde e di ‘Attiva’, che ringraziamo per la grande disponibilità dimostrata. Si lavora affinché tolto il cono d’ombra che le siepi creavano, chi ha cattive intenzioni sia disarmato dalla visibilità di ciò che compie e si scoraggino anche gli accampamenti notturni”.
“Da anni ingaggiamo una lotta quotidiana contro il degrado di quella zona – ha detto ancora il sindaco Alessandrini – scenari di marginalità sociale di cui la violenza di ieri è stata sicuramente l’espressione più preoccupante, su cui continueremo a intervenire e che tratteremo martedì al tavolo del Comitato di Ordine e Sicurezza Pubblica prefettizio”.
“Tutto questo testimonia – ha concluso – quanto sia urgente l’esigenza di riqualificare l’area di risulta: per una destinazione diversa di quegli spazi, moderna e con i necessari standard di sicurezza e vivibilità. È una priorità urgente, non più rinviabile, perché quello che è accaduto non accada più e perché finalmente Pescara dopo 30 anni di aspettative e attesa abbia un centro all’altezza del suo potenziale e della sua identità metropolitana”.
“Il quadrilatero della stazione centrale resta un punto della città pericoloso dove c’è poca illuminazione ma anche poche telecamere”, fa osservare il consigliere regionale del Movimento cinque stelle Domenico Pettinari. “Come M5S chiediamo ronde da parte degli uomini delle forze di Polizia, che farebbero da deterrente agli episodi di violenza, e una vera riqualificazione di una zona che oggi è molto simile ad un ghetto”.
“Quello che è accaduto ieri, per il luogo dove si è verificato, per il contesto e l’orario, si commenta da solo. Parliamo di un episodio gravissimo”, ha detto il consigliere regionale di Forza Italia Lorenzo Sospiri. “Vorrei però aggiungere che stiamo parlando di una zona di Pescara, su cui da tempo c’è una aspra polemica fra noi e il centrosinistra. Una zona dove – ha detto ancora il consigliere regionale di Forza Italia – l’amministrazione Alessandrini vuole fare un mercatino degli ambulanti. Su quanto accaduto ieri poi mi rattrista aver saputo che questa persona con i precedenti che aveva e per quello che aveva fatto, stava tranquillamente a passeggio per il centro di Pescara”.
“Il fatto è gravissimo”, dice il consigliere comunale Guerino Testa, “e noi come Fratelli d’Italia anche alla luce di tanti fatti accaduti negli ultimi tempi, riteniamo che la sicurezza debba essere il punto di partenza per ogni Amministrazione, per cui come FdI chiediamo il pugno duro contro chi sbaglia, meno multe e più vigili urbani a presidio di aree sensibili come è quella del centro”.






