L’AQUILA – Assenza di indizi su “pulsioni sessuali incontrollabili” o “costante impiego della violenza” sulle donne e “momenti di resipiscenza o comunque preoccupazione”, insomma pentimento per la presunta violenza sessuale.
Sono questi i motivi in base ai quali il giudice per le indagini preliminari del tribunale dell’Aquila, Roberto Ferrari, non ha emesso una misura di custodia cautelare, in carcere o ai domiciliari, per Piero Coletti, 31 enne aquilano ritenuto responsabile dello stupro di Natale nell’Aquilano.
Il gip ha disposto una misura cautelare coercitiva, il divieto di avvicinamento alla vittima, una ragazza di 21 anni, ma non detentiva, attenuando quelle che erano le richieste della procura della Repubblica: sulla base delle risultanze delle indagini della squadra Mobile del capoluogo, infatti, i pm Simonetta Ciccarelli e David Mancini avevano chiesto l’arresto, come appreso da fonti investigative.
Com’è ampiamente ovvio, il mancato arresto cautelare in questa fase nulla toglie alla prosecuzione delle indagini, con eventuali richieste di rinvio a giudizio e di successiva condanna nelle varie fasi.
“Non sono riferiti indizi rivelatori dell’essere l’ indagato, incensurato, soggetto a pulsioni sessuali incontrollabili o uso al costante impiego della violenza nei rapporti con gli altri e in particolare con le persone dell’ altro sesso da cui sia attratto”, si legge in un passaggio dell’ordinanza.
Inoltre, “la condotta tenuta mostra al contrario una certa consapevolezza dell’antidoverosità della condotta posta in essere; nonché momenti di resipiscenza o comunque preoccupazione per l’ abbandono della persona in stato di necessità – rileva – evidenziati dalla telefonata alla amica della vittima e dal ritorno sul luogo dell’accaduto al fine di restituire indumenti e telefonino”, che erano rimasti nella sua auto dopo che aveva abbandonato la giovane.
Sussistono invece, per il giudice, le esigenze cautelari richieste dalla lettera a dell’articolo 247 del Codice di procedura penale, “essendo ragionevole attendersi che le principali opportunità di conseguire l’impunità siano collegate alla dichiarazione della vittima e in particolare ai margini di perplessità sopra descritti”.
Individuato il presunto stupratore di una giovane aquilana che si è presentata al pronto soccorso dell’ospedale dell’Aquila alla vigilia di Natale, denunciando di essere stata abusata la notte precedente da un ragazzo che aveva conosciuto a una festa in un locale in un comune nei dintorni del capoluogo.
Nella serata di ieri sezione Reati contro la persona della squadra Mobile della questura aquilana, al termine di accurate indagini, ha notificato a un trentenne aquilano un provvedimento di divieto di avvicinamento alla giovane, che ha 21 anni.
La misura è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari Roberto Ferrari, all’esito di articolate indagini della Polizia, coordinate dai sostituti procuratori della Repubblica Simonetta Ciccarelli e David Mancini.
Le indagini della Mobile, guidata dal dirigente Tommaso Niglio, sono state avviate nella stessa serata della vigilia di Natale quando, al termine della denuncia, la giovane ha fornito la ricostruzione di quanto subìto, un quadro accusatorio confermato dal referto medico emesso dall’Ospedale “San Salvatore” e dalle successive testimonianze.
La giovane ha raccontato particolari drammatici: sarebbe stata stuprata nei pressi del lago Sinizzo, nel comune aquilano di San Demetrio, dove era arrivata a bordo dell’auto del trentenne che l’aveva invitata ad andare via dalla festa in uno stato confusionale.
Una volta che ha fatto salire la vittima, con la sua auto il trentenne si è diretto nei pressi del lago, dove l’ha costretta a subire un rapporto sessuale, abbandonandola immediatamente dopo, seminuda, in un posto isolato.
La giovane è stata ritrovata dall’amica che, nel frattempo, avendola persa di vista ha cominciato a cercarla, contattandola sul proprio smartphone, rimasto però all’interno dell’auto del presunto violentatore.
In seguito alle numerose chiamate senza riposta, lo stesso trentenne ha richiamato l’amica della vittima indicandole dove aveva abbandonato la ragazza, e portandosi egli stesso sul posto, per restituire gli indumenti e il telefonino della giovane.
Le indagini sono arrivate a una svolta sull’identità dello stupratore già tra Natale e Santo Stefano, grazie a una serie di testimonianze di persone che si trovavano nel locale quella notte e che, secondo fonti investigative, hanno fornito particolari precisi.
In quei due giorni di festa, gli investigatori hanno sottoposto in visione alla vittima e ai testimoni un album fotografico dal quale è avvenuto il riconoscimento del trentenne: per la giovane è il suo stupratore, per i testimoni è la persona che si è allontanata dal locale con la ragazza.




