L’AQUILA – È prevista per oggi la sentenza del processo che si svolge con rito immediato che vede alla sbarra il giovane Francesco Tuccia, l’ex militare campano si stanza all’Aquila accusato di aver stuprato una studentessa laziale all’uscita della discoteca “Guernica” di Pizzoli (L’Aquila).

Il fatto, che ha provocato indignazione e polemiche, è accaduto nella notte tra l’11 e il 12 febbraio dell’anno scorso; dopo la violenza la giovane è stata lasciata esanime e insanguinata in mezzo alla neve del piazzale del locale ed è stata salvata dall’intervento di un buttafuori e ricoverata per alcune settimane all’ospedale dell’Aquila dove ha subito delicati interventi chirurgici.

L’udienza viene celebrata a porte chiuse: in aula sono presenti sia la giovane studentessa, che della violenza non ricorda nulla ma che ancora porta i segni fisici e psicologici dello stupro, sia l’ex militare, che qualche giorno dopo il fatto è stato arrestato e rinchiuso nel carcere di Teramo, nella stessa cella di Salvatore Parolisi, ed attualmente è ai domiciliari.

Oggi Tuccia dovrà parlare davanti al giudice. Sono previste anche altre testimonianze, poi la requisitoria e la richiesta dal pm, le repliche dei difensori e la sentenza, come ha confermato nella precedente udienza il giudice Giuseppe Grieco.

È molto probabile che la sentenza ci sarà nel tardo pomeriggio.

Intanto, anche oggi fuori dal tribunale è presente un gruppo di rappresentanti di associazioni e centri anti violenza che stanno dando vita ad un sit-in con la esposizione di striscioni contro gli abusi nei confronti delle donne.

Il Centro antiviolenza dell’Aquila è parte civile in questo processo per decisione di Grieco, che lo ha ammesso contrariamente a quello che accade di solito in casi simili.