L’AQUILA – È scontro all’Aquila sul progetto “Student House Le Cannelle”, un’iniziativa di housing universitario che sorgerà nei pressi della storica Fontana delle 99 Cannelle, per un investimento complessivo superiore ai 20 milioni di euro, che vede un primo finanziamento di circa 2,3 milioni, messo a disposizione dalla Banca del Fucino tramite la controllata Igea Digital Bank, e si fonda sulla sostenibilità economica, finanziaria e sociale del progetto, peraltro supportato da fondi pubblici derivanti dal Mur/Pnrr e dal locale Ufficio per la Ricostruzione.
A qualche giorno dalla presentazione, però, scoppia la polemica, con il Pd all’attacco: “Abbiamo assistito con un certo sbigottimento all’entusiasta partecipazione da parte del sindaco Pierluigi Biondi alle celebrazioni per l’operazione. Un provvedimento che per ogni posto letto dà agevolazioni al privato, concedendo in maniera semplificata la possibilità del cambiamento di destinazione d’uso, da mantenere per almeno dodici anni, dopo i quali lo studentato può tornare ad essere altro. Mentre il privato fa il suo, chiediamo al sindaco che fine ha fatto il Collegio di merito, ovvero quell’istituto previsto da ormai troppi anni, che insieme alle Università doveva nascere per dare appartamenti del Comune agli studenti e alle studentesse?”, hanno sottolineato il segretario comunale del Partito Democratico, Nello Avellani, e il segretario del Circolo PD L’Aquila Centro, Alessandro Tettamanti.
I lavori sono stati già avviati nell’aprile 2025 e saranno completati in 13 mesi, lo studentato ospiterà 425 studenti dall’Italia e dall’estero e sarà dotato di spazi multifunzionali e dedicati, tra cui aule studio, sala musica, palestra, caffetteria e area ristorazione, caratterizzati da un approccio architettonico e gestionale innovativo e tecnologico. È prevista anche la realizzazione di un grande parco verde con campi da padel e percorsi sportivi, pensato per promuovere il benessere fisico e la socialità.
Nessuna risposta al Pd da parte del primo cittadino Biondi, responsabile nazionale Enti locali di FdI e presidente dell’Anci Abruzzo ma a replicare ci ha pensato “L’Aquila protagonista”, il gruppo consiliare formato da poco, definito la “civica di Biondi”, composto dai consiglieri comunali Alessandro Maccarone, ex Lega, Maria Luisa Ianni, Laura Cococcetta e Guglielmo Santella – ex forzisti, gli ultimi due per poco dopo aver lasciato L’Aquila Futura – Stefano Flamini e Luigi Faccia, civici di centrodestra fedelissimi del sindaco.
“Rimaniamo francamente sbigottiti – più ancora di chi oggi mostra sdegno – di fronte alla posizione di un partito, quello democratico, sempre più schiacciato su posizioni ideologiche e anti-storiche, che finisce per contrastare interventi concreti e strategici per il diritto allo studio e lo sviluppo della città – dicono i consiglieri – Parliamo di un investimento privato di 2.3 milioni di euro che riqualificherà un immobile e un’area abbandonati da anni, restituendoli alla città in forma nuova e funzionale. Parliamo di 425 posti letto aggiuntivi a quelli già esistenti, tra cui una quota riservata a studenti meritevoli, in una struttura che dedicherà una quota consistente degli spazi a servizi comuni e alla vita collettiva, contribuendo in modo concreto a una residenzialità integrata, moderna e attrezzata”.
Quindi la controreplica del Pd: “È inequivocabile la risposta del gruppo consiliare ‘L’Aquila protagonista’ – di cosa? verrebbe da chiedersi – alla nostra riflessione sulla situazione del diritto agli alloggi pubblici per studentesse e studenti universitari. Un gruppo consiliare nato su misura per blindare il sindaco in Consiglio comunale e rafforzare il suo posizionamento nella guerra tutta interna alla destra, tra Lega e Forza Italia. Una formazione che, con assoluta chiarezza, interpreta la linea di un’amministrazione che, incapace di affrontare i problemi concreti della popolazione studentesca, sceglie di delegare, sarebbe più corretto dire abdicare, all’iniziativa privata”.
Di seguito le note complete.
Pd: “Biondi pensi prioritariamente al Collegio di Merito”
“Abbiamo assistito con un certo sbigottimento all’entusiasta partecipazione da parte del Sindaco Biondi alle celebrazioni per l’operazione che trasformerà l’ex Hotel Le cannelle in uno studentato da 425 posti letto, grazie alle risorse private della Banca del Fucino e a 8,5milioni di fondi pubblici PNRR, rivolti all’housing universitario come stabilito da Decreto Ministeriale n.481 del 26 febbraio 2024.
Un provvedimento che per ogni posto letto dà agevolazioni al privato, concedendo in maniera semplificata la possibilità del cambiamento di destinazione d’uso, da mantenere per almeno dodici anni, dopo i quali lo studentato può tornare ad essere altro.
Mentre il privato fa il suo, chiediamo al Sindaco che fine ha fatto il Collegio di merito, ovvero quell’istituto previsto da ormai troppi anni, che insieme alle Università doveva nascere per dare appartamenti del Comune agli studenti e alle studentesse?
L’Aquila infatti è una città particolare in cui, dopo il terremoto del 2009, la municipalità si è trovata a disporre di un elevato patrimonio immobiliare derivante – oltre che dal Progetto Case – dalla procedura del cosiddetto acquisto equivalente, e che oggi giace tristemente inutilizzato, nonostante l’urgente bisogno di studenti e famiglie.
L’Amministrazione pubblica qui all’Aquila molto potrebbe fare e non fa insomma per tutelare il diritto allo studio e all’abitare.
Ci chiediamo anche a quale idea di città universitaria corrisponda la pesante entrata del privato nell’offerta di posti letto per studenti, vista la presenza in città già di Camplus, in Via XX Settembre, l’appena presentata operazione delle ‘Cannelle’, l’altra prevista in Corso Federico II, e ancora altre che potrebbero arrivare stando alle voci che si rincorrono.
Ci chiediamo se a questo proliferare di studentati privati – i cui posti letto offerti potrebbero andare ben oltre l’effettivo bisogno – corrisponda un piano urbanistico con i dovuti servizi per la popolazione studentesca e se il Comune ha intenzione di regolare in qualche modo il fenomeno, visto che potrebbe trasformarsi in alcuni casi in un grosso business per i privati con possibili operazioni di carattere speculativo.
Il proliferare di campus non ci sembra corrispondere nemmeno a una strategia per il centro storico che per ripopolarsi avrebbe bisogno di una residenzialità diffusa.
Oggi in Centro molti appartamenti appena ricostruiti restano vuoti per la resistenza, nata negli ultimi anni, ad affittare a studenti e famiglie per preferire invece gli affitti brevi delle case vacanze. Una tendenza però destinata molto probabilmente a non durare in queste dimensioni, una volta che le aspettative sulle presenze turistiche in città si abbasseranno.
Non ci si può non chiedere allora quali conseguenze un’operazione di studentati privati di tale portata comporterà per i piccoli proprietari, che si troveranno ad avere come competitor grossi privati come le banche.
Per una città come la nostra, che cerca di riavviarsi dopo l’interruzione del terremoto, sarebbe allora più utile incentivare piuttosto il piccolo prioritario a tornare il prima possibile a forme di affitto durature che vadano maggiormente incontro a famiglie e studenti.
Una città che invece vive per lo più di eventi, pensata come una vetrina e per questo insostenibile, come si stanno accorgendo in sempre più operatori.
Dove è necessario riportare servizi, scuole e residenti e quella vita quotidiana che oggi manca perché chi amministra va avanti senza un’idea di città e una relativa strategia, non permettendo – e men che meno favorendo, come dovrebbe fare con specifiche politiche pubbliche – il ricrearsi di una comunità sfaldata dai difficili anni che sono seguiti al terremoto del 2009.
L’Aquila Protagonista: “Il Pd contro un diritto allo studio più equo”
“Rimaniamo francamente sbigottiti – più ancora di chi oggi mostra sdegno – di fronte alla posizione di un partito, quello democratico, sempre più schiacciato su posizioni ideologiche e anti-storiche, che finisce per contrastare interventi concreti e strategici per il diritto allo studio e lo sviluppo della città.
Parliamo di un investimento privato di 2.3 milioni di euro che riqualificherà un immobile e un’area abbandonati da anni, restituendoli alla città in forma nuova e funzionale. Parliamo di 425 posti letto aggiuntivi a quelli già esistenti, tra cui una quota riservata a studenti meritevoli, in una struttura che dedicherà una quota consistente degli spazi a servizi comuni e alla vita collettiva, contribuendo in modo concreto a una residenzialità integrata, moderna e attrezzata.
La retorica della “speculazione” stride con la realtà dei fatti e denota un tic contro la libera impresa degno della peggiore tradizione della sinistra più retriva. Soprattutto in una città che conta 10mila studenti fuori sede, per i quali l’offerta non è attualmente sufficiente. Per questo il Comune dell’Aquila è impegnato su più fronti: rafforzare l’edilizia universitaria pubblica, come dimostra l’iniziativa sul Collegio di merito, e favorire un’offerta privata di qualità, con prezzi calmierati e regolamentati, per dare risposta alle richieste della comunità studentesca.
Quanto ai ritardi sul Collegio di merito, sarebbe intellettualmente onesto ricordare che il progetto iniziale era sottodimensionato rispetto alle risorse effettivamente necessarie per il completamento e che l’avvio delle procedure ha scontato lentezze relative, per esempio, all’acquisto degli arredi. Il Comune, nell’ambito delle proprie competenze, suddivise con specifici ruoli con l’Università dell’Aquila e il Gran Sasso science institute, ha provveduto con celerità a consegnare le chiavi di tutti gli immobili alla fondazione e persino ad anticipare le spese condominiali e quelle di funzionamento.
Chi oggi agita polemiche – il segretario del Pd L’Aquila, Nello Avellani, e quello del circolo del centro storico, Alessandro Tettamanti – dovrebbero, piuttosto, interrogare l’Ateneo, che nonostante fosse capofila del progetto non ha provveduto allo svolgimento della gara per l’acquisto degli arredi e ha lasciato il progetto in sospeso, oppure il Gssi che ha redatto la scheda con la quantificazione del progetto risultato poi sottostimato (4,3 milioni di euro). Solo nell’ottobre 2024, con la pubblicazione di una delibera Cipess di luglio che aveva rimodulato l’intervento e trasferito la responsabilità al Comune, finalmente si è sbloccata l’impasse e l’iter ha ripreso vigore. In questi giorni, infatti, gli uffici comunali sono in fase di aggiudicazione dell’acquisto degli arredi per un valore di oltre 1 milione di euro, mentre sono in corso di affidamento i lavori per gli spazi comuni e l’adeguamento di alcuni alloggi alle esigenze di persone con disabilità.
Il Comune dell’Aquila ha a cuore la qualità dell’offerta formativa, culturale e abitativa della città. Per noi il diritto allo studio si garantisce con più posti letto a prezzi accessibili, con residenze di qualità, con una città che sia accogliente e più giusta a prescindere dalle condizioni economiche di partenza”.
Pd: “Destra abdica ai privati per la sua incapacità”
È inequivocabile la risposta del gruppo consiliare “L’Aquila protagonista” -di cosa? verrebbe da chiedersi – alla nostra riflessione sulla situazione del diritto agli alloggi pubblici per studentesse e studenti universitari.
Un gruppo consiliare nato su misura per blindare il sindaco in Consiglio comunale e rafforzare il suo posizionamento nella guerra tutta interna alla destra, tra Lega e Forza Italia. Una formazione che, con assoluta chiarezza, interpreta la linea di un’amministrazione che, incapace di affrontare i problemi concreti della popolazione studentesca, sceglie di delegare, sarebbe più corretto dire abdicare, all’iniziativa privata.
Sia chiaro: nessuna ostilità verso chi decide di investire nella nostra città. Ma altrettanto chiaro deve essere il principio che la politica ha il dovere di garantire servizi pubblici universali, e non può lasciare che siano unicamente le logiche di mercato a rispondere ai bisogni reali delle persone.
Non è una crociata contro gli studentati privati. Ma è evidente che questi offrono un servizio a fronte di un corrispettivo economico deciso in base agli obiettivi di profitto dell’investitore. Un prezzo che, per esperienza e logica, crescerà negli anni.
La politica, invece, dovrebbe garantire un’offerta abitativa pubblica, dignitosa, accessibile e sostenibile.
E invece? La Casa dello Studente è ancora un miraggio. L’ADSU, a guida destra, continua a spostare studenti e studentesse ai margini della città, in palazzine a Cansatessa, isolate, mal collegate, prive persino di una mensa. E che dire del Collegio di Merito d’Aragona? Annunciato a più riprese e poi bloccato, diciamolo con chiarezza, dalla tendenza del sindaco a voler concentrare ogni leva decisionale nelle proprie mani, circondandosi di figure fedeli e accondiscendenti.
Gettare la responsabilità sull’Università, come fa il gruppo “dei protagonisti”, è semplicemente sconcertante. L’Università dell’Aquila, nonostante una didattica riconosciuta per qualità e innovazione, continua a subire gli effetti delle politiche miopi della destra che governa Comune e Regione. Lo confermano tutte le principali classifiche nazionali: l’Univaq è penalizzata sul piano dei servizi agli studenti, posti letto, trasporti, borse di studio, che spettano alla politica locale, non all’Ateneo.
Vogliamo ribadirlo: L’Aquila dispone di un vasto patrimonio immobiliare pubblico, risultato, oltre che del Progetto CASE, anche dell’acquisto equivalente post-sisma. Eppure, queste risorse restano inutilizzate, nonostante il fabbisogno abitativo crescente di studenti e famiglie.
L’amministrazione comunale avrebbe strumenti e margini d’azione per tutelare il diritto allo studio e all’abitare. Ma non lo fa.
E ancora: dietro al moltiplicarsi degli studentati privati c’è un piano urbanistico adeguato? Sono previsti servizi reali per la popolazione studentesca? Il Comune ha intenzione di regolamentare questo fenomeno o continuerà a consentire operazioni che potrebbero sfociare in dinamiche speculative?
Questo boom di campus non sembra nemmeno orientato al ripopolamento del centro storico, che avrebbe invece bisogno di una residenzialità diffusa, stabile, integrata. Oggi, molti appartamenti appena ricostruiti restano vuoti: negli ultimi anni si è preferito l’affitto breve delle case vacanze, a scapito delle locazioni ordinarie per studenti e famiglie. Una tendenza probabilmente destinata a ridimensionarsi, e che comunque andrebbe governata.
Che effetti avrà, infine, questa espansione degli studentati privati sui piccoli proprietari, che si troveranno a competere con grandi gruppi finanziari e immobiliari? Per una città come la nostra, che prova ancora a rialzarsi dopo la cesura del terremoto, sarebbe decisamente più utile sostenere i piccoli proprietari nel tornare a locazioni di medio-lungo termine, accessibili, rivolte a studenti e famiglie.
E non basterebbe nemmeno questo: serve un sistema di trasporto pubblico efficace, sostenibile, capillare. Oggi all’Aquila appare un’utopia. Ma altrove è realtà: a Trento, ad esempio, oltre ad alloggi a canone calmierato, le matricole ricevono gratuitamente l’abbonamento ai mezzi pubblici per il primo anno accademico.
All’Aquila, purtroppo, resta tutto sulla carta. E anche ciò che sarebbe possibile, resta non fatto.




