L’AQUILA – Non si placano le proteste a seguito della chiusura al traffico alle due ruote disposta dalla Provincia dell’Aquila, che interessa circa 30 strade dell’aquilano dissestate. Questo però mentre il presidente della Provincia Angelo Caruso, annuncia un nuovo affidamento dei lavori di riparazione e messa in sicurezza delle arterie stradali, per un valore 257mila euro.
Il provvedimento di interdizione al traffico era scattato nelle scorse settimane a seguito di un incidente in cui perse la vita un centauro, cadendo a causa di una buca, in una strada nei pressi di Barrea (L’Aquila). Da allora un susseguirsi di proteste, da parte di cittadini ed associazioni, che hanno manifestato in tutti i modi la contrarietà alle disposizioni della Provincia, sottolineando i disagi alla viabilità e al turismo derivanti da questa decisione.
E’ di oggi, la denuncia del presidente dell’associazione Motociclisti aquilani, Massimiliano Mari Fiamma, segretario generale di Apindustria L’Aquila, che si oppone alla decisione di chiudere anche la Turanese. Nelle stesse ore Caruso ha annunciato l’assegnazione dei lavori che consentiranno, tra l’altro, “la rimozione, su alcune arterie, del vincolo di divieto alla circolazione di cicli e motocicli oggetto di ordinanza dirigenziale”. Un provvedimento insufficiente, secondo Michele Malafoglia, portavoce comunale di Fartelli d’Italia.
“Al solo fine di giustificare il disastroso operato del dirigente Francesco Bonanni, l’amministrazione provinciale ha proceduto a chiudere anche la Turanense, impedendo il valico di Monte Bove a moto e bici”, attacca Mari Fiamma in una nota. Il provvedimento che riguarda “strade montane di regio che attraggono turisti”, ha fatto divampare polemiche finite anche a livello nazionale: Mari Fiamma chiede l’intervento del vice presidente della giunta regionale, Giovanni Lolli, “per portare a più miti consigli la Provincia”.
“Continua la follia amministrativa della Provincia dell’Aquila che, dopo aver distrutto l’economia dell’area di Campotosto (L’Aquila), aver gravemente danneggiato quella del Parco nazionale d’Abruzzo e dell’Altopiano delle Rocche, ora ha preso di mira la Piana del Cavaliere – si legge nella nota di Mari Fiamma -. L’amministrazione presieduta da Angelo Caruso, impegnata principalmente a fare proclami senza senso su riaperture ancora non avvenute, Frentana e Marsicana sono le uniche che hanno visto l’asfalto e sono ancora chiuse”.
Per il presidente dei motociclisti, dopo 36 giorni dall’emissione dell’ordinanza, “la situazione non solo non è migliorata ma sta paradossalmente peggiorando in modo irreversibile dato che, con un pessimo esempio di gestione della cosa pubblica, ci si sta concentrando sull’eliminazione della responsabilità di dirigenti, strapagati per il ruolo che svolgono, a danno di una intera Comunità”.
“Ancora una volta, infatti, si è preferito vietare piuttosto che agire, come sta facendo ad esempio l’Anas sulla SS 80, tratta delle Capannelle, dove si procede a riasfaltare alternando il senso e apponendo cartelli di limitazione di velocità, ribadendo così una sconfitta che riguarda le persone che hanno apposto le firme sulle ordinanze ma anche una intera Regione ormai allo stremo – spiega ancora -. La situazione è ovviamente fuori controllo ed evidentemente molto al di sopra delle capacità di Caruso, Bonanni & C. per questo abbiamo oggi ufficialmente chiesto un intervento anche all’assessore regionale al Turismo Giovanni Lolli. Torniamo però a chiedere comunque al presidente Caruso uno sforzo di buon senso per ripensare questa strategia del terrore facendo qualche passo indietro dato che, come è ormai noto, solo gli stupidi non cambiano mai idea”.
Intanto, a seguito dell’approvazione del bilancio e il successivo decreto del 24 aprile scorso, i lavori sono stati dati in affidamento. Il presidente Caruso, si legge in una nota, “si è impegnato a favorire, nel minor tempo possibile e con la collaborazione dei consiglieri delegati alla viabilità Gianluca Alfonsi, Pierluigi Del Signore, Mauro Tirabassi e la struttura della viabilità, eccezionali misure per la manutenzione e rifacimento del manto stradale sulle arterie Regionali e Provinciali di competenza dell’ente, lavori che consentiranno di poter fruire delle carrabili in totale sicurezza, garantendo ai cittadini e turisti un elevato grado di tutela e salvaguardia”.
“L’attività in affidamento consentirà – viene spiegato nella nota -, tra l’altro, la rimozione, su alcune arterie, del vincolo di divieto alla circolazione di cicli e motocicli oggetto di ordinanza dirigenziale”.
Sulla questione è intervenuto anche il portavoce comunale dell’Aquila di Fratelli d’Italia, Michele Malafoglia.
“La riparazione delle strade che qualche settimana fa furono interdette dall’amministrazione provinciale a biciclette e moto sia solo l’inizio di un piano più ampio che garantisca la sicurezza e la fruibilità dei percorsi che sono meta di migliaia di appassionati delle due ruote”.
“Non è solo la manutenzione del manto stradale che garantisce la salvaguardia delle vite umane – spiega l’esponente Fdi – sulle strade abruzzesi insiste un killer silenzioso e infido, perché la sua natura dovrebbe essere quella di proteggere. I guardrail ogni anno uccidono o rendono disabili molti sventurati che hanno la disgrazia di impattare contro i suoi sostegni, pali metallici che possono tagliare come lame. Eppure i modi per renderli degli strumenti salvavita ed hanno un costo più che accettabile. Nel marzo 2016 è arrivata la stesura di una bozza di decreto che ricevette anche l’ok del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Nell’attesa dell’approvazione il Ministero aveva addirittura autorizzato i gestori delle strade all’installazione in via sperimentale dei dispositivi salva-motociclisti”.
“La nostra proposta è quella di iniziare a ragionare su un piano per la messa in sicurezza dei guard rail attraverso la predisposizione di una fascia di protezione da montare nella parte inferiore del guardrail: un dispositivo che chiudendo il varco tra asfalto e lama impedirebbe al motociclista in scivolata di impattare contro il paletto. – conclude Malafoglia – Esempi di questi dispositivi già si trovano sulla SS 690 Avezzano-Sora e riteniamo che la loro diffusione incrementerebbe i flussi turistici di centauri e ciclisti che hanno già dimostrare la nostra terra e le sue bellezze”.
A seguire l’elenco delle tratte interessate dagli affidamenti o oggetto di interventi già realizzati per lavori urgenti di sistemazione e riparazione della pavimentazione stradale.
Strade regionali e provinciali del comprensorio Carseolano e Piani Palentini: 37.855 euro
Strade regionali e provinciali del comprensorio Altopiano delle Rocche e Valle Roveto: 39.358 euro
Strade provinciali ricadenti nel Parco Nazionale Abruzzo, Lazio e Molise: 40.024 euro.
Piani viabili, in tratti saltuari, della strada provinciale 12 “Frentana”: 39.210 euro
Strada regionale 5 bis “Vestina-Sarentina”: 39.964 euro
Strada regionale 83 “Marsicana” tra i comuni di Alfedena e Villetta Barrea: 40.754 euro






