VASTO – Stalking su Facebook, per telefono e di persona, insulti e anche botte.
Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Vasto (Chieti), Stefania Izzi, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari a carico di S.P., un ragazzo responsabile di numerosi e pesanti episodi di molestie nei confronti della sua ex ragazza minorenne.
Le indagini del personale del commissariato di Polizia, diretti dal dirigente Cesare Ciammaichella, hanno permesso al giudice di disporre il divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla ragazza e dai suoi familiari, nonché il divieto di qualsiasi contatto telefonico o di altro genere con la vittima minore.
Nonostante il provvedimento, la madre della ragazza, dopo alterne vicende, si è vista costretta a rivolgersi nuovamente alla Polizia per sporgere l’ennesima denuncia nei confronti del molestatore, che continuava incessantemente le condotte minacciose e violente nei confronti della figlia, anche alla presenza delle sue amiche, continuando anche a contattare la ragazza sia su Facebook, tramite un falso profilo, sia telefonicamente, ma anche trovando il modo di seguirla per incontrarla personalmente.
La situazione particolarmente delicata, seguita anche dallo sportello antiviolenza S.A.V.E. coordinato dalla dottoressa Teresa Di Santo per la parte relativa all’aiuto alla vittima, ha presentato parecchie difficoltà di non facile soluzione.
Infatti la vittima, minorenne, non riferiva nulla delle violenze subite proprio perché intimorita da tutta la situazione che si era creata e, soprattutto, per paura di perdere le sue amiche che, ovviamente, spesso si sono trovate testimoni delle sue vicende.
La madre della ragazza invece, sostenuta dalla Polizia e dallo sportello antiviolenza, ha trovato il coraggio di riferire tutto ufficialmente e con dovizia di particolari.
Già fortemente provata psicologicamente, la figlia era stata avvicinata, umiliata, ingiuriata e picchiata dallo stalker che continuava a inveire sullo stato di prostrazione della vittima, nonostante il divieto di avvicinamento del primo provvedimento.
La madre denunciante, ha appurato inoltre, dopo varie insistenze, direttamente dalla figlia, che qualche giorno dopo questo episodio violento, la giovane era stata ancora contattata telefonicamente da S.P., il quale le avrebbe chiesto di ricomporre il rapporto.
Di logica conseguenza, dopo le indagini della polizia, il giudice ha disposto gli arresti domiciliari per S.P. che, in caso di violazione, potranno trasformarsi in detenzione carceraria. È già stato denunciato per furto, lesioni personali e tentato omicidio.






