L’AQUILA – Altro che creare una sede della Corte d’Appello a Pescara per scongiurare la soppressione di quella del Tribunale amministrativo!

A rischio c’è, infatti, l’intero distretto di Corte d’Appello della regione, che ha sede all’Aquila, nel nuovo disegno del ministro della Giustizia, Andrea Orlando, che prevede accorpamenti delle Corti delle regioni più piccole, che oggi sono 26 e diventeranno 20 o 21.

La razionalizzazione avverrà attraverso la cessione del distretto alle regioni limitrofe: nel caso dell’Abruzzo, sarà probabilmente il Lazio a inglobare il distretto, visto che le Marche sono tra le altre regioni a rischio insieme a Basilicata, Umbria e Molise.

L’operazione di Orlando mira a tagliare i costi mantenendo un sistema comunque efficiente: “Bisogna proseguire la strada di razionalizzazione già intrapresa con il primo grado – ha spiegato il ministro al Corriere della Sera – superando le criticità di quella legge delega, anche perché l’appello è il vero imbuto del sistema”.

Se il piano dovesse essere operativo, sarà impossibile dare seguito all’ipotesi della creazione della sede distaccata della Corte d’Appello a Pescara per scongiurare la soppressione della locale sezione del Tar.

Tempo fa sulla questione è intervenuta la senatrice abruzzese del Nuovo centro destra Federica Chiavaroli, annunciando di voler chiedere al governo di mantenere in vita il Tar di Pescara a discapito di quello aquilano.

Dichiarazioni che avevano suscitato la secca replica della senatrice Stefania Pezzopane (Partito democratico), che le ha definite “inaccettabili perché rischiano di provocare inutili e anacronistiche guerre di campanile”, pur non essendo favorevole alla soppressione del Tar di Pescara.

Dopo la notizia del “piano Orlando”, potrebbe essere rivista anche la seduta del Consiglio comunale di Pescara del 4 settembre, in cui si dovrebbe discutere proprio sull’eventualità di aprire la sezione locale della Corte d’Appello. Elisa Marulli