L’AQUILA – Il Consiglio provinciale dell’Aquila, all’unanimità, ha deliberato di proporre alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero delle Infrastrutture, “la realizzazione di una nuova strada che abbia i canoni della sicurezza e le caratteristiche di adeguatezza oggettiva allo sviluppo dell’area” al posto della strada denominata “Cintarella” che attraverso la strada provinciale 20 “Marruviana” rende possibile attualmente l’accesso a Telespazio e alle campagne del Fucino.

“La Provincia dell’Aquila ha assunto una iniziativa straordinaria – si legge in una nota – capace di attirare l’attenzione del Governo sulla base della rilevanza internazionale del Centro Spaziale ‘Piero Fanti’ del Fucino nella ‘Marsica – Telespazio’, finalizzata alla urgente e non più prorogabile esigenza di dotare un’adeguata rete viaria e infrastrutturale correlata alle esigenze del complesso”. 

Secondo il presidente, Angelo Caruso, “i finanziamenti concessi e utilizzati per la risoluzione dei problemi che attanagliano la via di collegamento non hanno, purtroppo, portato a significativi miglioramenti, della strada ad oggi teatro di incidenti mortali che hanno coinvolto anche dipendenti di Telespazio; a ciò si aggiunga il traffico veicolare delle comunità limitrofe e quello delle attività agricole per determinare, con un volume di mezzi così elevato, uno stato di pericolosità altissimo”.

“Nella stessa disposizione – spiega – si individua l’Anas quale soggetto attuatore dell’intervento affinché si determini una statalizzazione della strada o, in subordine, la concessione di un adeguato finanziamento alla Provincia Dell’Aquila e conseguente provincializzazione della medesima arteria”.

“La realizzazione di questa strada – dichiara Caruso -, significherebbe dare a tutti i paesi del Fucino una rapidità di collegamento che favorirebbe un notevole impulso alla ripresa e lo sviluppo economico e sociale dei territori, garantendo nel contempo sicurezza per la percorribilità di questo importante tratto viario”.

Telespazio è attivo dal 1963 e oggi ha 170 antenne e 370 mila metri quadrati di superficie: presso il Centro Spaziale del Fucino lavorano 250 addetti fra ingegneri, tecnici specializzati e personale operativo e  si svolgono attività di controllo in orbita di satelliti, servizi di telecomunicazioni, televisivi e multimediali. A supporto dei servizi erogati sono attive le funzioni di logistica operativa e di ‘field service’.