PESCARA – Il paesaggio agro-pastorale nel Parco della Majella racconta la storia di pastori e contadini che hanno lasciato in eredità centinaia di capanne, muretti e complessi in pietra a secco.

Lo stato di abbandono della maggior parte di queste strutture esige un nuovo approccio culturale, prima che operativo, da raggiungere coinvolgendo artigiani, pastori e contadini, volontari, studenti ed appassionati.

 Dal 6 all’11 maggio, presso la sede Scientifica del Parco a Caramanico Terme (Pescara), si svolgerà il primo Corso teorico – pratico per la costruzione ed il recupero di capanne e muretti in pietra a secco, organizzato nel Parco Nazionale della Majella in collaborazione con la Sezione italiana dell’Alleanza mondiale per il paesaggio terrazzato (Itla Italia), con l’obbiettivo di promuovere il recupero del paesaggio terrazzato majellense incoraggiando l’utilizzo di tecniche tradizionali integrate ed ecosostenibili, e risvegliando l’interesse collettivo nei confronti delle tecniche costruttive legate alla tradizione rurale locale, oggi raramente impiegate e sempre più frequentemente sostituite da pratiche edilizie moderne di scarsa sostenibilità ambientale, nonché di dubbio valore estetico e naturalistico. 

Il corso ben si colloca all’interno di una nuova sensibilità internazionale che si è fortemente rafforzata grazie all’inserimento de ‘l’arte della costruzione in pietra a secco: conoscenze e tecniche’ nella lista Unesco del patrimonio culturale intangibile dell’umanità.

Il Corso, attraverso il coinvolgimento attivo di Edoardo Micati, ricercatore e profondo conoscitore della presenza antropica sulla Majella nonché costruttore di capanne e muretti, e artigiani nazionali della pietra a secco, di tecnici, portatori di interesse provenienti anche da altri territori italiani, mira principalmente alla formazione di una figura artigianale in grado di eseguire la manutenzione ordinaria e straordinaria di manufatti esistenti in stato di degrado e/o di costruire ex novo una muratura in pietra a secco, ricercando e scegliendo i materiali lapidei, gli utensili e le tecniche costruttive necessarie e più idonei a svolgere un lavoro sostenibile nel pieno rispetto della tradizione e del paesaggio locale.

Giovedì 9 maggio, a Roccamorice (Pescara) nel suggestivo Eremo di Santo Spirito a Majella, l’architettura della pietra a secco e la viticoltura storica nelle aree protette italiane, sarà il tema del convegno organizzato da Legambiente e dall’Ente Parco in collaborazione con quattro aree protette nazionali: Cinqueterre, Isola di Pantelleria, Gargano, Alta Murgia, e con il patrocinio di Federparchi e della Fondazione Symbola. Il convegno si inserisce nell’ambito delle iniziative del Forum degli Appennini e prevede il riconoscimento di crediti formativi per Dottori Agronomi e Dottori Forestali.

Sabato 11 maggio, alle 16, appuntamento nello splendido anfiteatro di Pian delle Cappelle, a Lettomanoppello (Pescara), per un evento dedicato al paesaggio agro pastorale del Parco con il teatro in natura, che vedrà in scena le storie del mondo agro pastorale majellense a cura dell’attrice Francesca Camilla D’Amico, e la presentazione della nuova edizione del volume “Il paesaggio agro pastorale del Parco Nazionale della Majella”.

Sarà inoltre l’occasione per parlare della Scuola della pietra a secco con Alessandro Arganese, maestro artigiano della pietra a secco e Donatella Murtas, coordinatrice Itla, sezione Italiana.

“In questi anni sono state condotte iniziative tese al recupero e restauro di manufatti presenti su tutto il territorio del Parco, alla valorizzazione dei migliori e meglio conservati complessi agro-pastorali, identificandoli nell’ambito di un percorso nella natura, al recupero di cultivar locali spesso abbandonate. Il Parco intende proseguire in questa direzione al fine di poter preservare un paesaggio di inestimabile valore”, commenta il direttore del Parco Luciano Di Martino.