L’AQUILA – Una strada pericolosa, senza illuminazione né marciapiedi e diventata molto trafficata negli ultimi quattro anni e mezzo.

Dopo l’investimento mortale del giovane rumeno avvenuto qualche giorno fa, i cittadini lanciano l’allarme sicurezza di via Onna, la strada che collega quella frazione aquilana all’altra di Paganica.

“Mancano i lampioni e di notte la strada è completamente buia”, denunciano alcuni abitanti della zona. Questo potrebbe anche essere uno dei motivi che hanno provocato l’incidente che ha portato alla morte Bondoc Dumitru Mitica, travolto da un’auto guidata da una donna che ha dichiarato di non essersi accorta di nulla.

La strada fino a prima del sisma del 6 aprile 2009 era scarsamente trafficata: si trattava infatti di una via secondaria che collega la strada statale 17, in corrispondenza del bivio per Onna, appunto a Paganica.

Questa stessa strada oggi porta al più grande fra i complessi antisismici costruiti nel post-sisma, il progetto C.a.s.e. di Paganica 2. Circa 2.000 persone vivono nella “new town”, quasi 600 famiglie, ed è facile immaginare quanto il traffico possa essere aumentato.

Proprio per soddisfare le esigenze di una popolazione aumentata in maniera esponenziale, nella zona sono sorte numerose attività commerciali nuove: nel giro di pochi chilometri ci sono un centro commerciale e cinque supermercati, più numerosi bar e ristoranti.

In particolare, via Onna collega un supermercato al progetto C.a.s.e.  di Paganica, per questo motivo molte sono le persone che non avendo un mezzo con cui spostarsi, la percorrono a piedi. La strada è però priva di marciapiedi e non ci sono attraversamenti pedonali.

Ad aumentare ancora il traffico, anche il fatto che una volta ‘riscoperta’ questa strada è diventata una comodissima scorciatoia per aggirare il traffico sulla statale, pure questo effetto del sisma e dei tanti uffici e attività che si sono delocalizzati nella zona Est del capoluogo.

 “La morte di quel povero ragazzo è l’ultimo episodio, il Comune deve assolutamente intervenire”, tuonano i residenti della zona.