ROMA – Tenuti lontani per settimane, sono tornati in chiesa per dire addio a un marito, padre, parente o amico.
Non più di 15, seduti a distanza ma presenti.
A Roma la prima messa con i fedeli è nella chiesa di San Martino ai Monti, alle spalle del Colosseo. Dopo due mesi di stop, è stato celebrato un funerale.
Le nuove regole in vigore da oggi prescrivono al massimo 15 persone in chiesa.
“Non volevo scegliere io, non mi sembrava opportuno. Così ho fatto 15 bigliettini di carta e ho detto alla famiglia: ‘Decidete voi chi far entrare e dategli questi'”, racconta all’Ansa padre Lucio, parroco della basilica.
In più, bisogna stare lontani almeno un metro come impone la convivenza con il coronavirus. Così il sacerdote ha messo altri 15 biglietti sui banchi per indicare dove sedersi.
E così è stato, non più di due per fila, all’esterno, sono rimaste alcune persone che hanno salutato la bara a fine messa velocemente e senza avvicinarsi troppo.
Anche per i funerali vale il divieto di assembramenti.
Emozioni ridotte all’osso pure in chiesa: oltre a metà viso nascosto dalle mascherine (obbligatorie), abbracci fugaci tra i parenti.
Nessuno scambio di mani al momento della pace né file alla comunione, è il sacerdote che si avvicina a ogni persona per dare l’ostia in mano.
Sono le nuove regole e padre Lucio le ha studiate e sottolineate con l’evidenziatore, ne ha un elenco in sacrestia. Si era attrezzato pure per il termoscanner, previsto inizialmente, e per trovare un volontario per la misurazione. “Non è più richiesto e meglio così – aggiunge – Confesso che fa un po’ impressione un funerale in questo modo, ma in fondo è un regalo in questi tempi di morte e solitudine”.
Oggi dunque la prima messa che, nelle modalità, potrà fare da apripista al via libera alle celebrazioni (non solo funerali) che potrebbero tenersi a partire da domenica 24 o 31 maggio.
Il Protocollo di massima, dopo il durissimo scontro iniziale tra Cei e governo, è stato raggiunto nel week-end del primo maggio.
Un accordo che prevede anche un appello alla responsabilizzazione senza l’uso obbligatorio dei termometri.
Saranno i parroci a chiedere di stare a casa alle persone con la febbre.
Bisognerà decidere nei prossimi giorni se contingentare le presenze (per i funerali al massimo possono esserci 15 fedeli) o se varrà di più un ragionamento caso per caso, cioè a seconda della capienza della chiesa, o ancor meglio, dello spazio all’aperto in cui celebrare la messa.





