L’AQUILA – Variazione di Bilancio dal valore complessivo di 3,4 milioni di euro, che stanzia una serie di risorse ritenute urgenti in particolare nel settore cultura e grandi manifestazioni, e l’approvazione dell’istituzione della commissione di inchiesta sui veleni di Bussi sul Tirino (Pescara).

Questi i punti salienti del Consiglio regionale d’Abruzzo, riunito oggi a L’Aquila.

VARIAZIONE BILANCIO

A votare favorevolmente per la variazione di Bilancio la maggioranza di centrodestra, contro si sono espressi le opposizioni di centrosinistra e del Movimento Cinque stelle.

Sulla operazione che ha visto la regia dell’assessore al Bilancio, Guido Liris, ci sono stati scontri anche tesi tra centrodestra e minoranze che hanno parlato di “mance e mancette agli amici”.

Rilievi rinviati al mittente dalla maggioranza che ha difeso l’operato dell’assessore Liris, rivendicando la trasparenza e l’aver risolto problematica lasciate dalla precedente maggioranza di centrosinistra.

Lo scontro era cominciato fin dalla presentazione del pdl, approvato oggi dalla commissione Bilancio, ed inserito fuori sacco, come norma intrusa, cioè  inserita in un maxi emendamento in un progetto di legge su un tema diverso, il riconoscimento dei debiti fuori bilancio.

La variazione era molto attesa: si basa sulla riduzione di 842 mila euro derivante da economie sulla sponsorizzazione delle rotte aree e navali e da un’altra riduzione che deriva da un apposito accantonamento del risultato di amministrazione del rendiconto 2018.

Della posta di 3,4 milioni, 1,3 vanno alla cultura per il 2019 (300 mila per i due anni successivi); 367 mila alle manifestazioni sportive di rilevanza nazionale e internazionale; 465 mila ai Comuni per opere infrastrutturali in zone urbane degradate (1,35 milioni per il 2020 e 612 mila per il 2021); 300 mila ai Comuni per i danni della grandinata; 70 mila per il miglioramento del servizio idrico; 240 mila per la fauna e il Parco Velino-Sirente; 250 mila ai consultori. Per la cultura già fissati gli stanziamenti per il Marrucino (300 mila euro), per la fondazione Michetti (20 mila), 350 mila per il fondo regionale unico. 

Il consigliere regionale di centrosinistra Giovanni Legnini ha parlato di un “provvedimento violentato”, il collega Silvio Paolucci (Pd) di “furbizie non condivisibili”.

A difesa della maggioranza, in particolare il leghista Vincenzo D’Incecco, presidente della commissione bilancio: “La variazione tiene conto di mancanze serie del centrosinistra, non ci sono mance e mancette.Mettiamo solo pezze, nel prossimo bilancio ci sarà un ragionamento più approfondito con scelte più catarrizzanti questa maggioranza”. Sulla stessa lunghezza d’onda il capogruppo salviniano Pietro Quaresimale.

L’assessore alle Attività produttive Mauro Febbo (Fi) ha annunciato un programma “più ragionato” con la prossima legge di bilancio.

“Neanche dopo 35 giorni l’approvazione del conto consuntivo, il collega Liris ha chiuso una operazione su istanze che ci sono state rappresentante non da nostri amici. Ci saremmo aspettati un bravo dalle opposizioni. Faremo un’altra variazione prima della fine dell’anno, poi andremo in assetto con il prossimo bilancio. Saremo lenti ma chi va piano va piano e va lontano. Per far ripartire questa machina, ci vuole molto tempo, è stato sfasciato tutto, non abbiamo dirigenti, noi siamo stati trasparenti consegnando carte chiare, come mai successo in passato. Prima piccole variazioni che scontentava tutti, ora faremo vedere come cambieranno le cose con il centrodestra”. 

COMMISSIONE D’INCHIESTA SUI VELENI DI BUSSI

L’assemblea ha poi  votato positivamente il provvedimento per l’istituzione della Commissione di inchiesta sulla mega discarica dei veleni di Bussi, si sono astenuti i pentastellati per i quali l’iniziativa è tardiva e “fuori sede” vista la competenza nazionale della tematica.

La proposta è stata presentata dal gruppo di opposizione di centrosinistra, primo firmatario l’ex vice presidente del Csm, Giovanni Legnini, candidato alla presidenza per la coalizione alle elezioni del 10 febbraio scorso, e da esponenti della maggioranza di centrodestra.

Legnini, indicato come favorito alla presidenza della neonata commissione, nel ruolo di sottosegretario all’economia con delega alla editoria e alla ricostruzione negli anni scorsi aveva stanziato circa 50 milioni di euro per la prima bonifica pubblica, con il bando esperito dall’allora commissario per l’emergenza, il compianto Adriano Goio, che è al palo da tempo.

Lo scopo dell’organismo è quello di arrivare, in sei mesi, a chiarire lo stato del procedimento di bonifica, gli interventi fatti e da fare, le iniziative di monitoraggio, il perché dei tanti ritardi, le eventuali omissioni e inadempimenti. La commissione sarà presieduta da un consigliere tra quelli che indicherà l’opposizione. I componenti saranno poi nominati dal presidente in maniera proporzionata alle forze dell’assise.

Proprio il fatto che Legnini sia favorito nella corsa alla presidenza, ha causato uno duro scontro in aula con il Movimento cinque stelle, in particolare con il consigliere Sara Marcozzi, anche lei candidata alla presidenza.

“In questa vicenda non mi verrebbe proprio di parlare di lavoro specchiato da parte della Magistratura. Lo dicono le cronache e i procedimenti penali archiviati nei confronti di alcuni giudici. E lo dicono i provvedimenti disciplinari, con sanzioni irrisorie e ridicole, da parte del Csm nei confronti di magistrati che avrebbero portato a cena giudici popolari per indurli a dire una cosa piuttosto che un’altra – ha tuonato Marcozzi -. Non c’è niente di peggio. Quando Legnini era vice presidente del Csm, la commissione disciplinare ha punito il giudice che si è macchiato di questa condotta con appena due mesi di ritardo sulla pensione. Per questo il presentatore di questa richiesta (Legnini, ndr), per opportunità, non dovrebbe presiederla”.

La reazione di Legnini: “E’ una polemica stucchevole. Mi sono astenuto, per scelta, dal presiedere la sezione disciplinare su questa vicenda, essendomene occupato in precedenza, da parlamentare e da componente del governo. Non potevo essere giudice di un giudice. Spero che la Marcozzi se ne faccia una ragione, una volta per tutte”. 

Sul tema della commissione, Legnini ha ricordato le tappe della vicenda: “Sono trascorsi 12 anni dalla scoperta dell’inquinamento. Otto anni e mezzo dal primo stanziamento, per avviare la bonifica. Tre dal trasferimento di competenze dal commissario straordinario, purtroppo deceduto, al Ministero dell’Ambiente. Un anno e mezzo dall’aggiudicazione dei lavori di bonifica. Sei mesi dall’annuncio del Ministro dell’Ambiente della risoluzione dei problemi e dell’avvio delle opere”.

“Ad oggi non è accaduto nulla, ad eccezione di limitati interventi di messa in sicurezza, peraltro alcuni risalenti a dodici anni fa. La commissione d’inchiesta ha un obiettivo minimo: accertare cosa è accaduto in questi anni, cosa occorre fare per avviare in concreto il disinquinamento del sito e reindustrializzare. In alcun modo si vuole mettere sotto inchiesta il ministro dell’Ambiente”.

“La Marcozzi, infatti, aveva puntato su questo: La commissione è tardiva e, semmai, dovrebbe essere istituita a livello nazionale. Il Movimento Cinque Stelle è al governo da un anno, il ministro Sergio Costa si è preoccupato, primo da 12 anni a questa parte, di intraprendere anche giudizi civili nei confronti di società non punite”.