SPOLTORE – “Eliuccio”, come tutti lo chiamavo in paese se n’è andato, lasciando un vuoto incolmabile a Spoltore che continua ad interrogarsi sulla vicenda.

In centinaia, oggi domenica 15, hanno raggiunto la chiesa di San Panfilo nel centro del paese, per dare l’estremo saluto a Elio Salvatorelli, il 63enne che si è tolto inspiegabilmente la vita nella tarda mattinata di sabato 14 marzo, nella sua casa di via Montesecco, in assenza della sua amata moglie Italia.

Probabilmente dietro questo gesto tragico c’è lo spettro della depressione, che colpisce silenziosa gettando nello sconforto e nella solitudine, ponendo le persone di fronte ad un bivio in cui bisogna scegliere tra la vita e la morte.

Eppure molti, tra i tanti che lo hanno conosciuto e amato, fanno ancora fatica a credere nel tragico epilogo che ha investito un uomo ricordato come buono, gentile sempre disponibile con gli altri e con quel sorriso stampato sul viso che in realtà donava alle persone voglia di vivere.

Il signor Salvatorelli era ormai in pensione, ma era stato autista di pullman scolastici per i bambini del paese, dunque ha trascorso la sua vita a percorrere le strade del territorio spoltorese alla guida di un piccolo pulmino giallo, insieme a generazioni di piccoli ‘studiosi’, motivo per cui era conosciuto da tutti.

Proprio dagli stessi bambini era stato molto amato per la sua simpatia e tanta è stata la commozione, al suo funerale, da parte di tutti quei ragazzi diventati ormai adulti che lo stesso estinto aveva visto crescere.

Oltre a conoscenti e compaesani, a dare l’ultimo saluto al ‘compagno’ i suoi amici del Partito Democratico del circolo ‘Gramsci’ di Spoltore, di cui era stato un tesserato, e l’amministrazione del Comune, presso il  quale aveva prestato servizio e viveva.