L’AQUILA – Le sigle dei partiti della maggioranza di centrodestra nel consiglio regionale abruzzese, con affianco tanti bei numeretti, corrispondenti ai presidenti, ai direttori e ai componenti di cda, in totale 101 poltrone molto ben retribuite, da spartirsi ai vertici dei 27 tra enti strumentali, società partecipate e controllate. Con la Lega, di gran lunga primo partito che fa la parte del leone con 51 poltrone, seguita però da Fratelli d’Italia 25 che surclassa Forza Italia, secondo partito ma con solo 22 poltrone.Infine appena due consiglieri ad Azione politica, uno soltanto all’Udc.

Questa, nella brutale sintesi, il contenuto del “pizzino”, scritto da mano ignota e pubblicato oggi dal quotidiano Il Centro, e che  agita ulteriormente le acque del centrodestra, alle prese con un già non facile spoils system, e in vista del vertice di mercoledì prossimo, che si annuncia pertanto infuocato.

Ad alimentare la polemica, non il metodo, ma proprio i numeretti, come conferma ad Abruzzoweb l’assessore di Forza Italia Mauro Febbo: “Non so chi ha fatto questi calcoli, chi sia l’autore del cosidetto ‘pizzino’,e non ci vedo nulla di strano, è la prassi. Casomai, l’unica anomalia e stranezza è che noi, stando a questo schema, abbiamo meno posti di Fratelli d’Italia…”.

E infatti tra gli azzurri già i nervi sono a fior di pelle, e si sospetta addirittura un patto tra Lega e meloniani, visto che non può certo andare giù che al loro partito che ha preso il 9% ed eletto tre consiglieri, vengano attribuiti meno posti di Fratelli d’Italia, che ha preso il 6,5% ed eletto due consiglieri esprimendo per di più il presidente Marco Marsilio.

Per l’opposizione ironizza sulla fame di poltrone e potere del centrodestra il capogruppo del Partito democratico Silvio Paolucci, ex assessore alla Sanità nella precedente amminstrazione: ”se avessimo fatto noi una cosa del genere ci avrebbero massacrato, a partire dai social”, osserva con sarcasmo.

Il “pizzino” è destinato insomma a complicare ulteriormente la partita dello spoils system, che già arranca sulla nomina dei direttori generali delle Asl chietina e aquilana, su cui non c’è accordo.

E spunta fuori proprio alla vigilia, oltre che del vertice di mercoledì anche della riunione di giunta di domani che procederà alle nomine dei capo dipartimenti, attingendo tra coloro che hanno risposto al bando, e superato una prima selezione sui requisti minimi.

Sicuro a tal proposito per le Attività produttive delega dell’assessore Mauro il prescelto sarà il dirigente del settore Sanità Germano De Santis.

Tornando al “pizzino” va osservato che a gonfiare i numeri per Fratelli d’Italia sono i posti attribuiti direttamente a Marsilio, in qualita’ di presidente.

Inoltre affianco alla sigla di Forza Italia ci sono numeri  vergati in un primo momento, e sostituiti con numeri regolarmente più bassi.

Per la precisione, per quanto riguarda le 27 presidenze, alla Lega vanno 14 posti, a Forza Italia 6, a Fdi 5 a Marsilio 2.

Dei 16 direttori in “palio”, 8 vanno alla Lega, 4 a Fi, 3 a Fdi, e 1 a Marsilio. Infine i 58 consiglieri di amministrazione: Lega 29, Fi 12, Marsilio 3, Azione politica 2 e Udc 1. Non sfugge che sia ad Ap che all’Udc, vanno poco più che le briciole.

Va detto però che molto dipende anche dal peso delle poltrone: le presidenze di Ater, Arap, Fira, Consorzi di bonifica, Saga ad esempio, ora occupate da nominati dal centrosinistra, già con le valige in mano, valgono senz’altro di più, nel bilancino del manuale Cencelli, di altre postazioni di enti meno strategici.

Paolucci, ha infine gioco facile a lanciare  bordate al centrodestra.

“Non critico lo spoils system – afferma a questa testata il capogruppo Pd – che è un sistema di governo adottato da tutte le democrazie. Non critico il diritto di scegliere le migliori professionalità per governare. Mi preoccupa l’idea che si stanno confrontando solo sulle poltrone da occupare, utilizzando questi spazi per guerre intestine o per accontentare qualcuno. Che poi in Abruzzo sia tutto fermo è un inaccettabile dettaglio”.

“Il pizzino svelato dal Centro – aggiunge – é solo la conferma dei metodi che la giunta lenta ha fin qui messo in mostra: passo calmo, calmissimo verso la politica del fare e appetito vorace, voracissimo per le poltrone”.

E conclude girando il dito nella piaga:’  ”Particolari complimenti vanno a Forza Italia, ormai finita in un angolo a tutto vantaggio di Lega e FdI, insieme all’Udc”.