L’AQUILA – “Ancora non so precisamente di che cosa si tratti perché non ho ricevuto l’avviso di garanzia. Ho capito che si tratta di rimborsi e, da quello che si apprende, sembrano cose che possono essere spiegate ampiamente, non è come avvenuto nel resto dell’Italia”.

Così il presidente della Regione, Gianni Chiodi, indagato assieme ad altri 24 per truffa e peculato, commenta la notizia dell’inchiesta della procura della Repubblica di Pescara che si è diffusa in serata.

“Io non compilo rimborsi sulle visite istituzionali, credo che si possa spiegare tutto”, sottolinea Chiodi, facendo intuire che possa esserci anche quest’altro aspetto tra quelli presi in esame dagli inquirenti.

Secondo il governatore, “prima o poi in Abruzzo doveva arrivare, è un trend nazionale”, facendo riferimento alle inchieste giudiziarie di altre regioni sulle ‘spese pazze’ che hanno portato anche ad arresti.

“Ricordo comunque che sono stato colui che ha ridotto del 75% le spese di rappresentanza rispetto alla precedente Giunta”, conclude.