CHIETI – “Riapertura delle scuole e rischio se il governo insiste sui tagli della spending review”. Ne è convinto il presidente della Provincia di Chieti e presidente dell’Upa, l’unione delle Province abruzzesi, Enrico Di Giuseppantonio, che chiede di fermare la scure del governo Monti.
Tra trasferimenti regionali “irrisori”, fondi statali promessi e mai arrivati, stanziamenti Cipe di cui si sono perse le tracce e, nonostante tutto, impegno finanziario delle Province per far fronte ai problemi, la situazione, dice Di Giuseppantonio, è diventata non più sostenibile.
“Dal 2005 ad oggi – dice il presidente – lo Stato, pur a fronte di programmi approvati e leggi finanziate, non ha dato alle Province un solo euro per la messa in sicurezza delle scuole. Nello stesso periodo, invece, le Province hanno riservato ogni anno nei loro bilanci 1,5 miliardi di euro ad interventi per le scuole superiori”.
A tutto questo si deve aggiungere che non si sa che fine abbiano fatto i fondi della delibera Cipe che nel 2009 stanziava 758 milioni di euro per la sicurezza, fondi di cui le Province, sottolinea il presidente Di Giuseppantonio, non hanno riscosso nemmeno un centesimo, pur continuando ad investire “oltre 3,1 miliardi di euro, per costruire nuove scuole, per interventi di messa in sicurezza e messa a norma degli impianti e per garantire l’efficientamento energetico degli edifici”.
Ultima nota dolente è quella degli “irrisori trasferimenti da parte della Regione, al di sotto del 50 per cento di quanto dovrebbe erogare, che creano difficoltà a servizi importanti come il trasporto a scuola dei disabili e l’assistenza specialistica”.
“Oggi – conclude il presidente – anche le Province abruzzesi chiedono con forza la riduzione dei tagli praticati dal governo nell’ambito della cosiddetta spending review alle Province per consentire la riapertura di tutte le scuole a settembre prossimo e per definire un piano straordinario per l’edilizia scolastica in grado di garantire scuole sicure e moderne”.





