L’AQUILA – Una vera e propria associazione a delinquere, capeggiata da un 32 enne albanese, dedita allo spaccio di cocaina, composta da nove persone, tutte straniere tranne un 46enne aquilano, che utilizzavano come base dell’attività un appartamento di via del Guasto, nel cuore del centro storico dell’Aquila, rifornendo di droga clienti di tutte le età ed estrazione sociale, soprattutto nelle serate della movida, quelle del giovedì e del sabato. 

A sgominare la banda, dopo un anno di indagini, la Squadra mobile dell’Aquila, con l’operazione “Fare centro” scattata questa mattina all’alba, e che ha portato a sette delle nove ordinanze di custodia cautelare, disposte dal gip del Tribunale dell’Aquila Giuseppe Romano Gargarella, di cui due in carcere. Altri due sono latitanti e ricercati. ​Le attività investigative sono state coordinate dal pm David Mancini. ​

A illustrare nel dettaglio l’operazione questa mattina il capo della Squadra mobile, il vice questore Marco Mastrangelo, affiancato da Nazareno Buccella, responsabile della sezione Antidroga.

“Questa operazione – spiega Mastrangelo – ha inferto un duro colpo ad un fiorente mercato di cocaina gestito da una vera e propria organizzazione, capeggiata da un albanese, che si riforniva di cocaina nel Lazio e poi la vendeva al dettaglio. Gli arresti di questa mattina sono l’esito di un’indagine avviata nell’estate del 2017, scattata dopo aver osservato anomali movimenti in quell’appartamento del centro storico, ma che aveva già portato ad arresti, e sequestri di droga”.

Gli arrestati in carcere sono Kujtim Rraboshta, 32 anni albanese, il capo della banda, e Mario Mastracci, 46enne aquilano, che aveva un ruolo di vertice. Agli arresti domiciliari sono finiti Sala Orhan, 28 anni, Saban Rraboshta, 25 anni, e Eugent Hoxhallari, 40 anni, tutti e tre cittadini albanesi, Daniela Oana Sirbu, 30 anni, romena, Tahir Selmani, 50 anni, macedone.

Sono ricercati un 27 enne romeno, e un 32enne albanese: il primo destinatario della custodia cautelare in carcere, il secondo di quella agli arresti domiciliari.

Sei di loro dovranno rispondere del reato di associazione a delinquere, finalizzata allo spaccio di cocaina, altri tre delle varie cessioni di stupefacente. 

Una banda ben organizzata, che aveva preso in affitto l’appartamento in via del Guasto, proprio perché raggiungibile dai numerosissimo clienti, a piedi e senza dare troppo nell’occhio – almeno nelle loro convinzioni – durante le serate della movida aquilana. 

Ognuno aveva il suo ruolo, c’era chi si curava di approvvigionarsi con cadenze settimanali di cocaina dalla provincia di Roma, chi confezionava le dosi, chi le vendeva, chi faceva da cassiere degli ingenti proventi dell’attività di spaccio. Ruolo preminente come detto era rivestito dall’arrestato aquilano, una sorta di “cerniera” tra spacciatori e acquirenti. 

“In un anno abbiamo documentato con telecamere nascoste, intercettazioni telefoniche e appostamenti, oltre mille cessioni di droga, – ha spiegato ancora Mastrangelo – di solito bustine da mezzo grammo, al costo di 50 euro, direttamente nell’appartamento al primo piano di via del Guasto, dove spesso l’acquirente consumava direttamente la droga, per poi uscire dall’appartamento, per così dire ‘pulito'”.

Il contatto avveniva preventivamente per telefono o whatsapp, e gli acquirenti appartengono a tutte le età ed estrazioni sociali, dallo studente al libero professionista.

I picchi di vendita il giovedì e il sabato sera, le due giornate dove la movida aquilana nel centro storico in ricostruzione si accende. 

“In quelle serate – spiega ancora il capo della squadra mobile – avvenivano non meno di 30 cessioni di droga. Spesso i clienti bussavano direttamente alla finestra, per poi farsi aprire la porta di casa”.

Gli stranieri arrestati e ricercati risultano disoccupati, “evidentemente un lavoro già ce l’avevano”, ha ironizzato il capo della Squadra mobile. 

E’ stato poi precisato che il proprietario dell’appartamento, preso in affitto dalla banda, non era a conoscenza di quello che li’ avveniva, e non è coinvolto nelle indagini.