L’AQUILA – Iniziano oggi gli interrogatori degli arrestati a L’Aquila nell’ambito dell’operazione “Fare centro”, dei componenti di un’associazione che aveva come base un appartamento di via del Guasto, nel cuore della movida del centro storico, dove in un anno sono state cedute oltre mille dosi di cocaina ad acquirenti di tutte le età ed estrazione sociale. 

L’operazione degli agenti della Sezione narcotici della Squadra mobile della Questura dell’Aquila, diretta da Nazareno Buccella, coordinata dal vicequestore Marco Mastrangelo, ha portato in carcere Kujtim Rraboshta, di 32 anni, albanese residente a Tempera, ai vertici dell’organizzazione, Mario Mastracci di 46 anni di Paganica, l’unico italiano della banda, e Daniel Marian Toader di 28 anni, romeno, domiciliato nella centrale dello spaccio, in via Del Guasto. Ai domiciliari sono finiti Sokol Beshiri di 33 anni albanese residente a Tornimparte, Eugent Hoxhallari di 30 anni, albanese residente a Sezze (Latina), Daniela Oana Sirbu di 30 anni romena residente a Tempera, Sabath Rraboshta albanese di 25 anni anche lei albanese residente a Gignano.  Tahir Selmani di 50 anni, macedone, residente all’Aquila ed infine Orhan Sala di 21 anni albanese residente a Paganica. Di questi il reato associativo è stato contestato ai soli due Rraboshta, Toader, Mastracci, Sirbu e Sala. Due i latitanti attualmente ricercati.

“Il fatto di non esercitare alcuna attività lavorativa stabile, la transitorierà della dimora in Italia, la nazionalità straniera, sono elementi tali da far ritenere sussistente il pericolo di fuga”, spiega nell’ordine di custodia calutelare il gip Giuseppe Romano Gargarella.

Nelle carte dell’inchiesta  uno spaccato del mondo dello spaccio e consumo di cocaina a L’Aquila. 

Mastracci si lamenta con Daniel Toader ad esempio della scarsa qualità della droga. 

“Quella che mi hai dato l’altra volta ce stea pure, io me la so sentita, me la so messa arrete, era tosta quessa invece la sò premuta e se n’è calata in mano”.

Altri hanno problemi a pagare: “Sto scannato, non posso ritirare i soldi, se vuoi ti lascio il bancomat”.

Ma gli spacciatori non vogliono sentire ragioni: ad un cliente che chiede di poter posticipare il pagamento dicono senza mezzi termini: “Ti vengo a pigliare a casa o in officina, dovunque stai, guarda che non scherzo, guardami negli occhi, non scherzo”.

Nel solo periodo del natale del 2016, si legge nell’ordinanza, in pochi giorni il sodalizio ha piazzato la bellezza di un chilo di cocaina, dal valore di 100 mila euro