L’AQUILA – Era sfuggito all’operazione eseguita nel novembre 2024 dal personale della Squadra Mobile e della Sisco (Sezione investigativa del Servizio Centrale Operativo) dell’Aquila il macedone arrestato e associato alla casa circondariale di Rieti nella giornata di ieri, su mandato di arresto europeo emesso, su richiesta dell’Autorità giudiziaria della Direzione Distrettuale Antimafia dell’Aquila, dal gip del Tribunale dell’Aquila.
Le ricerche, estese in campo internazionale e svolte dal Servizio per la Cooperazione interazionale di Polizia – si legge in una nota della Questura -, hanno portato al suo rintraccio in Polonia e al trasferimento in Italia con arresto eseguito all’aeroporto di Fiumicino dalla Polizia di Frontiera Aerea.
Al macedone vengono contestati i reati di cui agli art 74 e 73 del D.P.R. 309/1990 a seguito dell’indagine condotta dalla Sezione Antidroga della Squadra Mobile e dalla Sezione Investigativa del Servizio Centrale Operativo dell’Aquila nell’arco temporale novembre 2022 – giugno 2024, su un’associazione finalizzata allo spaccio al dettaglio di sostanze stupefacente, con base logistica ed operativa all’Aquila e nel Lazio, in grado di gestire apprezzabili quantitativi di cocaina con un portafoglio clienti di circa 650 persone e movimento d’affari considerevole.
“Il profilo associativo dei componenti del sodalizio criminale si evinceva da una chiara ripartizione di ruoli, da una gerarchia interna definita, dalla stabilità del vincolo derivante sia da rapporti di parentela che di comunanza di origine tra gli associati, da basi logistiche comuni e dalla disponibilità di numerose autovetture, in gran parte intestate a ‘terzi’ e dall’utilizzo di telefoni dedicati che venivano di volta in volta affidati ai pusher dai vertici dell’associazione”, si legge nella nota
All’esito dell’indagine, nel mese di novembre 2024, erano state eseguite dalla Squadra Mobile e dalla Sisco dell’Aquila, 22 misure cautelari in carcere e 6 ai domiciliari.
Quattro dei componenti dell’associazione che erano sfuggiti alla cattura, a seguito delle accurate indagini sono stati tutti rintracciati all’estero ed arrestati in Italia sulla base di mandati di arresto europeo emessi dal gip del Tribunale dell’Aquila.
Il macedone, su cui pendeva la misura della custodia in carcere e tratto in arresto nella giornata di ieri, era considerato all’apice dell’organizzazione; braccio destro e uomo di fiducia del capo dell’organizzazione faceva da riferimento sia per la gestione delle cessioni di cocaina all’Aquila e talvolta a Roma, fornendo i luoghi idoneo per l’occultamento dello stupefacente ed eseguendo direttamente le cessioni, come accertato in innumerevoli occasioni.





