L’AQUILA – Come già avvenuto nei tratti precedenti nei mesi scorsi, la realizzazione del tunnel dei sottoservizi all’Aquila porta alla luce, in ogni tratto di strada scavata, frammenti della città scomparsa.

Pezzi di storia cittadina, come nel caso dell’ultima scoperta, avvenuta durante i lavori di scavo all’altezza del crocevia dei Quattro Cantoni lungo corso Umberto I: resti di muri in corrispondenza dei portici del Liceo, l’isolato dove sorgeva, fino al 1878, la monumentale chiesa di San Francesco a Palazzo annessa al convento dei frati minori francescani.

Ma secondo quanto appreso da personale operativo di ditte di servizi che hanno lavorato nel cantiere, stavolta oltre ai resti di murature sarebbero saltati fuori anche antichi resti considerati umani, classificati e catalogati dagli archeologi della Soprintendenza che seguono passo passo i lavori per il tunnel che riunirà nel sottosuolo le reti idrica, elettrica, fognaria, telefonica e Internet.

Gli archeologi mantengono, però, le bocche cucite su quanto ritrovato, sia nel tratto di strada adiacente ai portici del liceo, sia in un’altra area di cantiere dei sottoservizi, quella antistante la chiesa capo quarto di Santa Giusta.

Anche in questo caso, da quanto si apprende, sarebbero stati rinvenuti resti umani e reperti ancora al vaglio dei tecnici.

La chiesa di San Francesco a Palazzo, prima del terremoto disastroso del 1703, occupava uno spazio maggiore dell’area dei portici, arrivando fin quasi al centro del crocevia.

Fu ridotta nelle dimensioni con la successiva ricostruzione, e poi abbattuta definitivamente, tra il 1878 e il 1881 per un progetto di ‘abbellimento’ e migliorie urbanistiche e per lasciare  spazio alla realizzazione dei nuovi portici. 

La sua facciata, in pietra bianca e rosa, è stata ridotta e rimontata in piazza Regina Margherita, sempre all’Aquila, a cornice della fontana del Nettuno.