L’AQUILA – Entro metà maggio saranno conclusi i lavori di realizzazione dei nuovi sottoservizi dell’Aquila a via XX settembre, che riaprirà a doppio senso, e si comincerà a scavare per installare il “tunnel intelligente” nel cuore del centro a partire da corso Federico II.
A fare da spartiacque tra queste due tappe nodali della maxi opera pubblica da 80 milioni di euro, sarà il passaggio del Giro d’Italia in città, il 13 maggio nella settima tappa Sulmona-Foligno.
Alla maglia rosa subentreranno gli operai della società Asse Centrale Scarl, che sta realizzando il primo stralcio della maxi opera pubblica da 40 milioni di euro (80 milioni complessivi) per conto della società idrica Gran Sasso Acqua, stazione appaltante.
Questa la notizia più importante emersa oggi nel periodico “tavolo” di fine mese presso la sede Gsa, alla presenza di numerosi commercianti del centro e di esponenti delle associazioni di categoria.
“Per metà maggio vorremmo riconsegnare riasfaltata tutta la parte ormai terminata, compresa via XX settembre, che ha avuto dei problemi, in particolare con Telecom, compresi anche viale Crispi, via Sant’Agostino, la parte di piedi piazza e via Sallustio”, spiega ai microfoni di AbruzzoWeb il presidente della Gran Sasso, Americo Di Benedetto.
Con lui alla riunione erano presenti l’assessore comunale al Commercio Pierluigi Mancini e il direttore tecnico di Asse Centrale, Antonio Tramontano.
“L’impresa mi garantisce la chiusura – prosegue – ovvero di riasfaltare questi tratti e renderli fruibili compatibilmente con le esigenze dell’assessorato alla Viabilità”.
“Dopo il passaggio del giro d’Italia, a metà maggio, partiremo con l’apertura del corso all’altezza della Villa e i lavori entreranno nel cuore della città – prospetta ancora Di Benedetto – Vorremmo, prima dell’estate, cercare di rendere fruibile tutta la parte del centro storico, per andare dopo l’estate nella parte più stretta di corso Vittorio Emanuele e, nel 2017, nella parte di via Garibaldi dove ci sono esigenze di maggior tutela perché è la via più utilizzata dalle attività”.
Ipotizzando i disagi durante la fase dei lavori nel corso, il presidente ricorda che “cominciamo dalla parte più larga e percorribile, la coesistenza sarà meno critica”.
Quanto al corso stretto, dai Quattro cantoni alla Fontana luminosa, dove potrebbero esserci i problemi maggiori, ricorda che “negli anni Settanta vennero rifatti i sottoservizi, in un’epoca quando il corso era pieno di attività e c’era un grandissimo afflusso. Oggi – ha rileavato – ce ne sono 3-4 di attività, dobbiamo riuscirci allo stesso modo”.
“I tavoli servono proprio per questo, per ascoltare e migliorarci noi in funzione delle esigenze dei cittadini”, ha concluso.






