L’AQUILA – “Non si possono dichiarare come certe alcune posizioni forti, vanno aperte a un dibattito di approfondimento, ma soprattutto devono trovare una consistenza tecnica a monte. L’opera, comunque, si fa”.
Lo spiega ai microfoni di AbruzzoWeb il presidente della società idrica Gran Sasso Acqua, Americo Di Benedetto, rispondendo agli strali giunti dal mondo politico su presunti rischi di stabilità a cui sarebbero sottoposti gli edifici antichi del centro storico che si trovano nelle vicinanze delle strade dove passerà il “tunnel intelligente” con le reti idrica, fognaria, elettrica, telefonica e Internet.
La Gsa è stazione appaltante dell’opera di ricostruzione dei sottoservizi, dal valore di 38 milioni solo per il primo stralcio, maggiore opera pubblica del post terremoto, affidata alla società Asse Centrale.
“Non vorrei che nei prossimi mesi l’unico dibattito vada a essere concentrato su questa grande opera pubblica che si sta facendo – prosegue – siamo pronti a raccogliere istanze, riflessioni, anche provocazioni, ma mi piacerebbe che si guardasse anche a quello che è stato fatto e si vorrà fare”.
Di Benedetto confessa che la frase pessimista “faranno la fine della metro”, quella di superficie mai realizzata negli anni Duemila, “mi ha amareggiato, non tanto per l’attacco alla mia figura, ma perché si attacca un’azienda che è il fiore all’occhiello del sistema idrico abruzzese, che ha sempre fatto lavori ordinari e quelli straordinari post-sisma”.
È già tempo di pensare, comunque, al secondo stralcio dell’opera che “è stato aggiudicato con l’offerta migliorativa partendo da un preliminare evoluto in cinque lotti: via Strinella, viale della Croce Rossa, gli altri tre spazi dentro le mura del centro. Un’impresa che si è aggiudicata più lotti ne potrà realizzare uno solo – precisa – ora bisogna attendere i tempi tecnici per realizzare il progetto esecutivo che è il punto di partenza indispensabile”. Alberto Orsini
DE MATTEIS: “MEGLIO TARDI CHE MAI, CHIARIREMO NELLE GIUSTE SEDI”
“Americo Di Benedetto ha compreso, in parte, quello che volevo dire: se avessi voluto accusare avrei detto ben altro”.
Così il consigliere comunale Giorgio De Matteis, autore di numerosi interventi critici sui sottoservizi che lo hanno portato a una guerra mediatica con il coordinatore di Asse Centrale e presidente Ance, Gianni Frattale, commenta l’intervista a questo giornale.
“Il problema andrà affrontato nelle giuste sedi, come la seconda commissione Territorio, dov’è stato invitato più volte a partecipare: lì – conclude – con i tecnici avremo modo di trovare le risposte che chiedono i cittadini per il patrimonio edilizio, storico e architettonico. Meglio tardi che mai”.






