L’AQUILA “Mi rendo conto che è molto difficile parlare senza dire qualcosa di troppo e comprendo che il nervosismo di Aurelio Melaragni sia legato alla fine dell’incasso delle legittime, e ricche, prebende di cui godeva quando ricopriva il ruolo di direttore della Gran Sasso Acqua”.
Lo dichiara il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, in relazione alla nota diffusa da Aurelio Melaragni, ex direttore tecnico dell’azienda che gestisce il ciclo idrico integrato nel capoluogo, relativa ai lavori dei sottoservizi, e secondo il quale la colpa dell’impasse è stato il venir meno “dell’attività di coordinamento per colpa dell’attuale amministrazione comunale del centrodestra”, definita senza mezzi termini “arrogante”
“Potrebbe ricordare, per esempio, l’ex direttore, come siano stati realizzati i sottoservizi nelle zone più agevoli della città, senza affrontare i problemi che oggi si stanno riscontrando in corso d’opera – dichiara il sindaco – Nonostante ciò, ancora non viene chiarito quali siano le responsabilità e gli eventuali risarcimenti legati ai danni che il tunnel avrebbe provocato alla torre civica di Palazzo Margherita e in diversi edifici del Corso stretto. Altro scotto che oggi si sta pagando è quello legato al mancato accordo stipulato con i gestori dei servizi, per cui sono necessarie opere aggiuntive per venire incontro alle esigenze delle aziende. Nessuno, infine, si è preoccupato di individuare un piano di gestione della più importante opera pubblica del post sisma una volta che questa verrà terminata”.
“È curioso – conclude Biondi – che parli di presupponenza e arroganza chi, in piena campagna elettorale, ha autorizzato una transazione lampo per delle riserve sui lavori richieste dall’azienda appaltatrice. La vera arroganza è quella di chi fa parte di una casta di potere che fatica ad accettare il cambiamento, testimoniato da persone perbene e competenti come il presidente della Gran Sasso Acqua, Fabrizio Ajraldi”.





